“Voce del mare” di Natasha Bowen – Review Tour

Voce del mare di Natasha Bowen - Review Party

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di “Voce del mare” di Natasha Bowen, il primo libro di una serie fantasy young adult ispirata alla fiaba La sirenetta dello scrittore danese Hans Christian Andersen, alla mitologia africana (in particolare yoruba) e ai fatti storici avvenuti intorno alla metà del XV secolo riguardanti le deportazioni degli africani occidentali da parte dei portoghesi.

La mia recensione fa parte del Review Tour organizzato per l’uscita del libro. Ringrazio Graziella del blog “Libri e librai” per aver organizzato questo evento e la casa editrice Mondadori per la copia del romanzo in omaggio.

Voce del mare di Natasha Bowen - Copertina

Voce del mare

Serie “Voce del mare” – Libro 1

Autrice: Natasha Bowen

Editore: Mondadori

Collana: Fantastica

Data di pubblicazione: 24 maggio 2022

Pagine: 252

Formato: rigida 19,90 € – ebook 9,99 €

Genere: fantasy storico e mitologico

Età di lettura: young adult

Trama

Un tempo, quando era ancora umana, Simi pregava gli dèi. Ora che è una sirena, una Mami Wata, è al loro servizio, anche se non riesce a rinunciare ai ricordi della sua vita precedente. Il suo compito, come quello delle sue sei sorelle, è di cercare e raccogliere le anime degli uomini e delle donne gettati in mare dalle imbarcazioni cariche di schiavi dirette al Nuovo Mondo; e, dopo averle onorate, fare in modo che possano tornare, benedette, alla loro terra d’origine. Ma un giorno, quando da una di quelle navi viene buttato in acqua un ragazzo ancora in vita, avviene l’impensabile. Simi decide di portarlo in salvo, contravvenendo così a una delle più antiche e inviolabili disposizioni divine.

Per fare ammenda, sarà costretta a recarsi al cospetto di Olodumare, il Creatore Supremo, ma per poterlo incontrare, dovrà prima affrontare un viaggio pieno di ostacoli, nel corso del quale incontrerà terre ricche di insidie e creature leggendarie e si ritroverà ancora una volta a sfidare gli dèi, mettendo a rischio non solo il destino di tutte le Mami Wata ma anche quello del mondo così come lo ha conosciuto fino ad allora.

Recensione

«Quando spogli il mare della sua pelle, non sai mai cosa puoi trovare.»

“Voce del mare” è il primo libro di una serie fantasy ispirata alla fiaba La sirenetta dello scrittore danese Hans Christian Andersen, alla mitologia africana (in particolare yoruba) e ai fatti storici avvenuti intorno alla metà del XV secolo riguardanti le deportazioni degli africani occidentali da parte dei portoghesi. Ho trovato il mix di questi elementi particolarmente originale e proprio per questo mi ha sorpresa e incuriosita molto il mondo creato da Natasha Bowen; ciò che mi ha convinta meno è invece la trama che ho trovato abbastanza prevedibile così come i personaggi.

Un errore a cui rimediare

La protagonista è Simidele, una ragazza che purtroppo come tanti abitanti dell’Africa Occidentale nel XV secolo è stata presa dai portoghesi e caricata su una nave per essere usata come schiava nelle colonie o in Europa. Simidele però non ha mai raggiunto quelle terre: finita in mare durante la traversata, avrebbe dovuto affogare, ma è invece diventata una Mami Wata, una sirena, per volere di Yemoja, un’orisha.

Ora il suo compito è servirla, insieme alle altre sei Mami Wata, raccogliendo le anime degli uomini e delle donne gettati in mare dalle imbarcazioni cariche di schiavi dirette al Nuovo Mondo in modo che possano tornare a casa e raggiungere Olodumare, il Creatore Supremo. Cosa succederà però quando afferrando l’ennesimo corpo gettato nell’oceano, scoprirà che il ragazzo tra le sue braccia è ancora vivo?

Sa che dovrebbe aspettare che muoia per raccogliere la sua anima, ma non riesce a restare a guardarlo affogare. Così lo salva contravvenendo, a sua insaputa, a una delle leggi più importanti del Creatore Supremo: gli orisha (e di conseguenza anche le Mami Wata) non possono intervenire direttamente nella vita e nella morte degli esseri umani.

Olodumare decise che gli uomini avrebbero dovuto badare a se stessi, imparare da soli dai propri errori, e decretò che fossero gli unici fautori del loro destino.

Per rimediare a ciò che ha fatto, Simidele dovrà quindi intraprendere un viaggio insieme a Kola, il ragazzo che ha salvato, per aver l’opportunità di chiedere perdono a Olodumare.

Simidele e Kola

Purtroppo non sono riuscita ad affezionarmi particolarmente ai personaggi. Simidele è la protagonista assoluta del libro che è narrato in prima persona dal suo punto di vista.

Mi è piaciuta molto per il suo coraggio e la sua determinazione e per il fatto che sia un personaggio in continuo mutamento che mette in discussione sé stessa, le convinzioni altrui e il mondo che la circonda. Lei è onorata per il compito che le è stato affidato, ma dopo tre mesi ancora non riesce ad accettare pienamente la sua nuova natura.

In acqua si sente leggera, priva del ricordo degli orrori vissuti, ma non riesce a fare a meno di uscire dall’acqua ogni tanto per rivivere i ricordi della sua vita passata: se ce ne sono alcuni molto dolorosi legati al suo rapimento e alla traversata sulla nave schiavista, ce ne sono altri legati alla sua famiglia che non è ancora pronta a lasciar andare e vuole tenere stretti al cuore. Solo quando esce dall’acqua e riacquista la sua forma umana, si sente di nuovo sé stessa. Dovrebbe tenere un comportamento distaccato nei confronti degli umani, ma è attratta da loro, dai sentimenti e dalle emozioni che li animano.

Penso alla pressione del corpo di Kola sul mio quando stava riposando e poi alle parole di Yemoja, al suo monito di non avvicinarsi troppo agli umani. Comincio a capire cosa stava cercando di dirmi. Quanto possa far male provare dei sentimenti, sapendo che un giorno dovrai lasciarli.

Mi è piaciuta meno (e fatta irritare un po’) per la sua eccessiva ingenuità. Spesso sembra completamente cieca nel non capire che cosa stia succedendo. Lei stessa in più punti del libro se ne rende conto. Dopo quello che avrebbe dovuto essere un colpo di scena, ma che era facilmente intuibile capitoli prima, lei stessa afferma “Avrei dovuto immaginarmelo. Avrei dovuto saperlo” e non si può che concordare con lei. L’errore però non la fa diventare più scaltra, ma Simi persevera nella sua ingenuità tanto che poche pagine dopo si dà di nuovo della stupida.

Ho apprezzato il personaggio di Kola per il coraggio, la tenerezza e l’affetto che prova nei confronti di coloro che ama, un po’ meno per l’eccessiva irruenza e avventatezza; purtroppo rimane sempre un po’ in ombra e poco approfondito così come gli altri personaggi secondari.

«Eppure eri disposto a sacrificare te stesso?» «È quello che fai anche tu. Quello che sto facendo di nuovo. Per il bene delle persone a cui tengo, rischierei la mia vita più e più volte.»

La storia d’amore c’è, ma resta in secondo piano e non viene sviluppata, sia perché è impossibile (almeno in questo primo libro) sia perché viene data molta più importanza all’epico viaggio che Simidele e Kola insieme ad altri personaggi dovranno affrontare per salvare coloro che amano.

Dato che non è più umana, se cederà all’amore per un mortale, non diventerà altro che spuma sul mare.

Consigliato a…

“Voce del mare” di Natasha Bowen è un fantasy young adult in cui la fiaba La Sirenetta si mescola perfettamente con la mitologia dell’Africa occidentale e il tema storico del commercio degli schiavi del XV secolo. Il mondo meraviglioso creato dall’autrice è molto originale: è ciò che ho amato di più di questo romanzo e il motivo per cui ve lo consiglio. Dalle pagine traspare l’amore dei protagonisti per la loro terra, la loro forza nel resistere alle avversità causate dagli uomini e dagli dei.

La trama invece non è particolarmente originale o con chissà quali colpi di scena; alla narrazione al presente si intrecciano anche alcuni ricordi della protagonista riguardanti il suo passato. Lo stile dell’autrice è molto descrittivo, ma anche scorrevole e piacevole. La parte centrale riguardante il viaggio epico di Simi e Kola è la parte che mi ha coinvolta di più. L’inizio è invece un po’ più lento, introducendo al mondo creato dall’autrice, mentre la fine è secondo me un po’ troppo frettolosa.

L’avventura intrapresa da Simi e Kola si conclude con questo libro che quindi secondo me può essere letto come autoconclusivo, ma il finale lascia aperta una porta per il secondo volume che uscirà in lingua originale a settembre 2022!

L’autrice: Natasha Bowen

Natasha Bowen è scrittrice, insegnante e madre di tre figli. Di origini nigeriane e gallesi, vive a Cambridge, nel Regno Unito, dove è cresciuta. Ha studiato Inglese e Scrittura creativa a Bath per poi trasferirsi a Londra, dove ha insegnato per quasi dieci anni. Voce del mare, il suo primo romanzo, è ispirato alla sua passione per le sirene e per la storia africana. Ossessionata dagli articoli di cancelleria giapponesi e tedeschi, spende una cifra sconsiderata in quaderni e agende. Quando non scrive, legge sotto lo sguardo amorevole di Milk e Honey, il suo gatto e il suo cane.

Sito dell’autrice: Natasha Bowen – author of Skin of the Sea

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