“Una storia d’inverno: parte prima” di Sabrina Pennacchio – Recensione

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di “Una storia d’inverno: parte prima” di Sabrina Pennacchio, un racconto lungo ambientato in Cina, ma che si ispira a una leggenda norvegese trovata dall’autrice su internet.

Tale leggenda narra di un pescatore che il giorno di Natale decise di portare un dolcetto a Huldra, lo spirito dell’acqua che dimorava nel lago vicino alla sua casa. Poiché la superficie del laghetto era ghiacciata, egli prese un piccone per fare un buco nel ghiaccio, ma riuscì a scavare solo un buco troppo piccolo per far passare il dolcetto. Mentre meditava sul da farsi, però, una piccola mano uscì dal buchino e afferrò il dolcetto che rimpicciolì e sparì sott’acqua. Da quel giorno divenne tradizione portarle dei dolcetti a Natale, ma un giorno gli umani si dimenticarono di farlo e la creatura rimase intrappolata sotto la superficie ghiacciata del lago.

Copertina "Una storia d'inverno" di Sabrina Pennacchio

Una storia d’inverno: parte prima

Duologia “Una storia d’inverno”

Autrice: Sabrina Pennacchio

Editore: Autopubblicato (Amazon)

Data di uscita: 20 dicembre 2020

Pagine: 140

Formato: flessibile 6,50 € – ebook 1,99 € – gratis con kindle unlimited

Genere: fantasy orientale

Età di lettura: young adult, adulti

Trama

” Fin dove può spingerci il sentimento chiamato amore? “

La Principessa Troll Fēng Sì Mǎ, Padrona de La Valle dei Fiori di Loto del Mondo Immortale, ama molto visitare il mondo degli umani: come Spirito dell’Acqua, non è difficile per lei nascondersi nel lago per osservare coppie di innamorati scambiarsi dolci della luna chiamati “Bacio d’Inverno”, di cui lei stessa è ghiotta.
Ma è proprio la sua curiosità verso gli umani che la metterà nei guai, da cui verrà salvata da un misterioso pescatore di nome Guò Duàn Mù. Il loro incontro, tuttavia, crea inevitabilmente una connessione pericolosa tra i due.
Per la giovane Fēng, che ha vissuto trentamila anni senza mai provare simili sentimenti verso qualcuno, è tutto nuovo ed eccitante, ma il Mondo Mortale è per lei molto più pericoloso di quanto si possa pensare…
E quello che è successo allo Spirito con la coda di mucca ne è una dimostrazione.

Recensione

Fēng Sì Mǎ è una bellissima Troll, padrona e principessa della Valle dei Fiori di Loto, la terra più vasta e fiorente dei dodici Regni del Mondo Immortale. È solare, coraggiosa e determinata, ma anche un po’ ingenua. Da sempre la attrae il mondo dei mortali dove ama recarsi di nascosto durante una festività invernale: in quel periodo gli umani hanno infatti la strana usanza di scambiarsi dei doni e gli innamorati quel giorno si regalano dolci della luna chiamati “Bacio d’Inverno“.

Durante una delle sue visite nel mondo mortale, lei finirà nei guai ma verrà salvata da un pescatore di nome Guò Duàn Mù. Per ringraziarlo acconsentirà ad essere sua amica e da quel giorno lo aiuterà di nascosto a pescare. Ma è l’amicizia tutto ciò che desiderano?

Dal giorno in cui l’ha salvata, Guò per la prima volta non vuole più essere solo: desidera rivederla. E lei non riesce a smettere di pensare a lui. Ci si può innamorare con un solo sguardo? Sarà vera la leggenda del filo rosso del destino?

Si diceva che un Immortale potesse non innamorarsi mai o, nel momento in cui il suo sguardo avesse incontrato quello predestinato, sarebbe bastato un attimo, un solo sorriso, a fargli amare per sempre quell’unica persona.

Una magica storia d’amore

“Una storia d’inverno” è soprattutto una magica storia d’amore, dove il romance prevale sul fantasy. La storia si svolge tra la Valle dei Fiori di Loto e un piccolo villaggio sperduto nella Cina del Mondo Mortale. L’ambientazione cinese è meravigliosa, ma purtroppo non viene approfondita e non ha una grande importanza all’interno del romanzo.

La brevità di questa storia influisce anche sui personaggi che, ad eccezione della protagonista, rimangono solo di sfondo e avrebbero potuto essere caratterizzati meglio. Di tutti, anche alla fine, si conosce molto poco.

A Fēng Sì Mǎ invece ci si affeziona subito. Ribelle e curiosa, non riesce a fare a meno di recarsi nel Mondo Mortale, nonostante sia pericoloso, e sognare l’amore e il romanticismo che nota tra gli innamorati quando durante la festa si scambiano i Baci d’Inverno.

Il filo rosso del destino

Molto velocemente avviene anche l’evoluzione del rapporto tra Fēng e Guò. Tra i due protagonisti, infatti, si instaura fin dal primo sguardo un’attrazione molto forte: entrambi provano sentimenti l’uno per l’altro che vanno al di là di ogni spiegazione logica. Ciò è giustificato dalla leggenda del filo rosso del destino, secondo cui fin dalla nascita ogni persona ha un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella.

Essendo il filo rosso indistruttibile, le due persone sono destinate prima o poi ad incontrarsi e ad amarsi e infatti così accade anche per Fēng e Guò. Nonostante i pericoli e le paure di Fēng che teme di essere considerata un mostro e odiata da Guò, una volta scoperta la sua vera identità, non potranno far altro che arrendersi all’amore che li lega e combattere per quel sentimento che travalica anche la morte.

L’importanza della gentilezza

Mi è piaciuto come in questa storia venga sottolineata l’importanza della gentilezza e di ricordare il bene ricevuto e i bei momenti passati insieme. Un solo atto di generosità può cambiare in meglio la vita degli altri, ma anche la propria.

«Abbandonare per egoismo chi ti ha fatto del bene, una sola volta, può lasciare segni indelebili che nessuno immagina prima di agire. Se tutti riflettessero sulle proprie azioni, pensando agli altri e lasciando indietro l’egoismo, sarebbe un mondo migliore.»

Dolce e magica, triste e malinconica

“Una storia d’inverno: parte prima” è una storia d’amore che per la brevità e la trama lineare e semplice assomiglia più a un racconto lungo che a un romanzo breve. Non ci sono grandi colpi di scena: l’inevitabile conclusione è presto intuibile. Dolce e magica, questa storia incanta come una fiaba, per poi spezzare il cuore per la tristezza e la malinconia nel finale.

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Booktrailer

Playlist consigliata dall’autrice

Estratto da “Una storia d’inverno: parte prima”

«A-aspetti!» Fēng si afferrò la veste bianca tra le mani, prima di muovere qualche passo veloce per raggiungerlo, una volta che si fu allontanato. «Grazie per avermi aiutata.»
«Perché mai va in giro senza soldi? Non sa che se vuole comprare qualcosa ne ha bisogno?» Furono le parole che pronunciò, senza degnarla di uno sguardo in più.
«Mi aveva offerto i dolcetti e…»
«Sono metodi per avvicinare i clienti, signorina. Nessuno le dona qualcosa senza volere niente in cambio.» Quel modo di pensare sembrava quello di suo padre. Eppure, quel mortale doveva avere non più di trentacinque anni.
«Ma lei mi ha aiutato senza chiedere nulla in cambio.»
«Avevo solo pescato troppo.» Certo che era davvero di poche parole e dai modi poco cortesi, nonostante la gentilezza che aveva dimostrato poco prima.
«Mi hanno insegnato a ricambiare la cortesia donata, quindi mi permetta di sdebitarmi.» Suo padre lo diceva sempre: per ogni azione buona che ti viene fatta, fanne almeno due. Se voleva essere degna del suo ruolo alla valle, non poteva rischiare che si venisse a sapere che non si era comportata come si deve in una simile situazione.
«Non ho bisogno di nulla.» Ma Fēng gli si parò davanti, allargando le braccia per fermargli il passo. «Insisto.»
Guò inarcò un sopracciglio e solo dopo qualche attimo sospirò, rassegnato. «Voi donne sapete sempre come essere insistenti. Va bene.»
Oh no, ora che aveva accettato sì che Fēng Sì Mǎ si sentiva nel panico totale! Perché non gli aveva semplicemente chiesto cosa volesse in cambio? «Oh. Sì, grazie e… co-cosa vorrebbe?»
Una risata sguaiata irruppe tra le labbra del pescatore, che si chinò su se stesso per un momento, tanto non riusciva a smettere di ridere.
Davvero? Ma quella ragazza da dove veniva? Doveva sicuramente appartenere a una buona famiglia, date le sue vesti, e probabilmente non aveva mai lasciato il nido prima di quel momento.
Era l’unica risposta che poteva darsi e improvvisamente la trovò davvero carina.
«Qual è il tuo nome?»
La Troll sembrò sorpresa dalla sua domanda e da quella mancata formalità nel rivolgersi di nuovo a lei, ma rispose subito. «Fēng Sì Mǎ.»
«Bene, Fēng Sì Mǎ, io sono Guò Duàn Mù. Penso che con una stretta di mano e un grazie sarà tutto risolto.»

I libri di Sabrina Pennacchio

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