“Un giorno di calma apparente” di Arwin J. Seaman – Recensione

Buongiorno lettori, oggi vi parlo di “Un giorno di calma apparente” di Arwin J. Seaman, una nuova indagine ambientata sull’isola di Liten.

Arwin J. Seaman è lo pseudonimo di un famoso scrittore italiano la cui identità ancora adesso, a più di un anno di distanza dalla pubblicazione di “Omicidio fuori stagione”, resta avvolta nel mistero.

“Un giorno di calma apparente” è il seguito di “Omicidio fuori stagione“. Il caso presentato in questo secondo volume è nuovo, ma collegato a quello del volume precedente e per questo, secondo me, per apprezzare appieno questa lettura e cogliere tutti i riferimenti è necessario aver letto il primo libro. Se non avete ancora letto “Omicidio fuori stagione” cliccate il seguente link per leggere la mia recensione (“Omicidio fuori stagione” di Arwin J. Seaman – Recensione), se invece come me stavate aspettando l’uscita del seguito continuate a leggere questo articolo!

Un giorno di calma apparente di Arwin J. Seaman copertina

Un giorno di calma apparente

Autore: Arwin J. Seaman

Editore: Piemme

Genere: giallo nordico

Data di pubblicazione: 19 marzo 2024

Pagine: 336

Formato: flessibile 18,90 € – ebook 9,99 €

Età di lettura: adulti

Trama

L’isola di Liten è presa d’assalto dai turisti. Dopo il caso delle tre ragazze trovate morte nelle acque del lago vulcanico, in molti desiderano visitare quel luogo sperduto, dal fascino tetro. La vita degli isolani, poco avvezzi a ricevere così tante attenzioni, è cambiata. La figlia del capo della polizia, Malin Dahlberg, è diventata una star del web: con le sue cronache della vicenda e le sue challenge macabre diventate virali, ha visto i suoi follower moltiplicarsi, fino a diventare migliaia.

Quando un suo compagno di scuola, Åke, precipita da una rupe mentre si riprende con il telefono, nel tentativo di imitarla e portare all’estremo uno dei suoi video, Malin viene investita da un’ondata di accuse. La ragazza è certa che non sia stato un incidente, che si tratti di un omicidio. È curioso però che le indagini convergano sempre più su di lei, che ha un movente: odiava Åke, lo odiava davvero. Malin deve provare a scagionarsi. Ma con il suo comportamento, capriccioso e contraddittorio, si sta facendo terra bruciata intorno, allontanando amici e parenti, mentre le accuse nei suoi confronti si fanno sempre più gravi. In molti sull’isola non la vedono di buon occhio, e qualcuno inizia a convincersi che la sua smania di essere sempre al centro dell’attenzione l’abbia spinta persino a uccidere…

Recensione

“Un giorno di calma apparente” mi è piaciuto molto, ma è stato un seguito diverso da quanto mi aspettavo. Mentre nel primo volume è protagonista l’isola di Liten che sembra voler celare i propri segreti nella nebbia, in questo secondo libro la maggior parte dell’azione si svolge in ambienti chiusi e spiccano il faro e le case degli abitanti, in particolare la proprietà degli Anderson, la famiglia più potente dell’isola. Anche il personaggio principale non è più l’ufficiale della Scientifica di Malmö Henning Olsson, ma la sedicenne Malin Dahlberg che già in “Omicidio fuori stagione” aveva avuto un ruolo fondamentale.

Malin Dahlberg: la protagonista

È difficile entrare in empatia con la protagonista: Malin tiene a distanza tutti compreso il lettore. Da sempre sogna di diventare famosa e di poter andare via un giorno dall’isola di Liten che considera come una prigione. Apparentemente odia tutti, anche il padre che cerca di proteggerla e le donne dell'”esercito di Malin” che si prendono cura di lei da quando sua madre è morta; non ha amici, ma solo nemici da quando Jari non c’è più.

Tutti quanti, chi prima e chi dopo, avevano concentrato la propria attenzione su Malin Dahlberg, con cui la giovane vittima, per motivi misteriosi, ce l’aveva a morte. In effetti Malin era una calamita per ogni genere di guaio, quelli che andava a cercarsi da sola e quelli che la trovavano, più o meno per caso. Di conseguenza, aveva iniziato a diffondersi un profondo malumore nella gente dell’isola, esasperata per l’ennesimo caso di cronaca originato a causa sua e dei suoi stupidi video.

Nonostante sia diventata famosa, è più sola che mai e per lei diventa sempre più difficile distinguere che cosa è vero e importante nella sua vita e cosa non lo è, dopotutto “si può inventare di tutto, c’è anche chi si inventa una vita intera e poi è capace di crederci davvero“. La popolarità che ha ottenuto grazie ai suoi video su Youtube riguardanti gli omicidi dell’anno precedente e le macabre challenge che continua a fare ha attirato su di lei infatti molti haters e gli altri sembrano sostenerla solo per “fare bella figura” quando ha bisogno di essere difesa.

Malin è disposta a tutto pur di incrementare il numero dei followers, nonostante l’essere famosa non la stia rendendo felice come si aspettava. Per lei non c’è nulla di peggio dell’indifferenza: preferisce gli insulti e i commenti falsi al nulla. Questo la porterà in modo surreale a diventare la peggior nemica di sé stessa. Cosa succederà proprio quando tutto questo si ritorcerà contro di lei e la metterà in pericolo di vita?

I personaggi secondari e l’ambientazione

In “Un giorno di calma apparente” ritroviamo molti personaggi di “Omicidio fuori stagione”, ma cambiano i ruoli. I personaggi principali del primo volume qui diventano marginali, mentre acquisiscono importanza il padre di Malin Owe Dahlberg, capo della polizia di Liten, e la famiglia Anderson che sarà centrale.

Quella famiglia somigliava a uno sciame d’api, oppure alla moltitudine di insetti di un formicaio: erano tanti, ma con una sola testa.

L’ambientazione principale e più affascinante in questo libro è infatti la proprietà degli Anderson, il labirintico insieme delle case della famiglia più importante dell’Isola che potrebbe essere l’unica speranza di salvezza di Malin nonostante fin dall’inizio si sospetta che il colpevole potrebbe essere uno di loro.

Un seguito sorprendente

Mi aspettavo che “Un giorno di calma apparente” avrebbe avuto gli stessi personaggi principali e la stessa struttura del precedente volume e sono rimasta sorpresa quando ho capito che sarebbe stato invece molto diverso. Anche questo nuovo libro ha uno stile di scrittura scorrevole e coinvolgente e una trama ben costruita, ma è un thriller più introspettivo e incentrato sulla protagonista che nonostante sia difficile da trovare simpatica risulta molto interessante.

Era sola, circondata da un perenne frastuono social e da una curiosità morbosa che poteva essere scambiata per affetto, ma sola. Si era sempre vantata di essersela scelta lei, quella solitudine, di essersela cucita addosso. Ma adesso la percepiva come un abito troppo pesante.

Al contrario del precedente volume, questa volta non sono riuscita a intuire il colpevole se non alla fine. L’epilogo mi ha molto sorpresa: porta nuove rivelazioni e pone nuovi interrogativi sul caso narrato in “Omicidio fuori stagione” (legato a quello di “Un giorno di calma apparente”) e apre la strada al seguito che, quindi, sono molto curiosa di leggere!

Ho letto questo “Un giorno di calma apparente” con altri bookstagrammer partecipando alla Readalong organizzato per l’uscita del libro. Ringrazio tantissimo Tandem Collective per questa opportunità e la casa editrice Piemme per la copia omaggio.

La serie “L’isola di Liten

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