“The life is gone” di Samuel Beconcini – Recensione

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di “The life is gone” di Samuel Beconcini, il primo volume di una nuova serie distopica post-apocalittica.

The life is gone di Samuel Beconcini copertina

The life is gone

Autrice: Samuel Beconcini

Editore: autopubblicato

Data di uscita: 30 aprile 2022

Formato: flessibile 9,99 € – rigida 19,90 € – ebook 2,99 € – gratis con kindle unlimited

Genere: post-apocalittico

Pagine: 350 (flessibile)

Età di lettura: adulti

Trama

La razza umana è caduta vittima di una follia distruttiva senza precedenti: una guerra nucleare, che ha ridotto in cenere l’intero pianeta, oltre che gli animi dei pochi sopravvissuti. Nel mondo ormai contano solo la violenza e la forza bruta. Solo i più forti riescono ad accaparrarsi le poche risorse rimaste. Questo è ciò che trova Mike al suo risveglio, dopo vent’anni di coma. Non ricorda niente della sua vita precedente, ma rimane incredulo di fronte a tale devastazione. La prima persona che incontra è Demetra, una giovane che, come tanti altri, cerca solo di sopravvivere. I due, molto presto, dovranno fare i conti con l’orrore e la cattiveria dei banditi, il cui unico scopo sembra quello di ostacolare una possibile coesistenza pacifica, costringendo i più deboli al tormento.

Recensione

“The life is gone” parte subito in quarta scaraventando il lettore nel pieno dell’azione e nella realtà distopica immaginata dall’autore.

Quando Mike si risveglia dopo vent’anni di coma, il mondo è molto diverso da come l’ha lasciato. A seguito di una guerra nucleare, il mondo è distrutto e i sopravvissuti vivono in villaggi costantemente attaccati dai banditi. Solo i più forti sopravvivono e non si fanno scrupoli a imporsi sugli altri.

Mike non ricorda nulla del suo passato. Quando incontrerà Demetra, poco dopo essersi svegliato, deciderà di seguirla. Lei è una giovane forte e coraggiosa che ha imparato a vivere in quel mondo ostile ed è sempre pronta ad affrontare le difficoltà per aiutare gli altri.

«Se cambiassi il mio modo di essere per avere una vita più sicura e tranquilla, se rinunciassi a fare ciò che credo giusto e smettessi di essere la persona che sono solo per interessi personali, sarei morta comunque. Non sarei me stessa».

Insieme intraprenderanno un viaggio per salvare gli abitanti del villaggio di Demetra che sono stati rapiti e sul loro cammino incontreranno nuove persone che si aggiungeranno al gruppo. Dovranno unire le forze per sopravvivere e fronteggiare i banditi e persone senza scrupoli come Dimitri. I più forti sono, infatti, sempre pronti a schiacciare i più deboli per soddisfare la loro sete di potere e non sempre è chiaro chi è il nemico e chi non lo è.

Un mondo ostile

Il mondo rappresentato è diviso, desolato e ostile. Si scopre man mano qualcosa su cosa sia accaduto e sul passato di Mike, ma restano anche alla fine diversi interrogativi. L’ambientazione risulta comunque credibile, seppur un po’ nebulosa. Oltre al pericolo rappresentato dai banditi, i protagonisti dovranno avere a che fare anche con animali feroci e minacciosi, resi deformi dalle mutazioni genetiche dovute alle radiazioni.

Purtroppo non mi sono affezionata molto ai personaggi. I miei preferiti sono stati Mike e Demetra, mentre ho fatto davvero fatica a sopportare John Sleep per il suo comportamento troppo infantile. Un personaggio su cui sono un po’ combattuta è Cleopatra. Da una parte credo che sia il personaggio più interessante per la sua ambiguità, ma dall’altra ho trovato i suoi comportamenti eccessivamente bizzarri e le battute un po’ forzate (un esempio è la scena in cui sbaglia il nome di un sottoposto e finge di aver sbagliato di proposito).

Un distopico scorrevole e ricco di umorismo (forse troppo)

Mi è piaciuto “The life is gone” per le numerose scene d’azione tra combattimenti e fughe e per la sua scorrevolezza. La trama è abbastanza lineare nonostante gli intrighi e i colpi di scena e facile da seguire. Purtroppo sono però presenti diversi refusi e ho trovato i dialoghi troppo forzati, infantili o stereotipati: spesso mi hanno ricordato quelli presenti in alcuni film d’azione americani.

«La fine che farai sarà la più terribile che si sia mai abbattuta su qualcuno in questo mondo!» le urlò contro uno degli uomini di Dimitri, mentre i suoi compagni uscirono dalle vetture, imprecando.
Tutti quanti uscirono furenti e armati, e imprecando malamente contro quella misteriosa figura che li aveva attaccati, corsero verso la sua posizione.
«Legheremo il tuo corpo ai nostri mezzi e ti trascineremo per chilometri e chilometri!» gridò il soldato con una cicatrice a segnargli la faccia.
«Perché non usare la sua testa come una latrina!!» suggerì un altro commilitone correndo nella sua direzione.

L’umorismo presente nel libro da una parte rende la lettura molto vivace, ma dall’altra mi è sembrato troppo in contrasto con le situazioni descritte e il mondo post-apocalittico rappresentato. Il finale è aperto, soprattutto per quanto riguarda Mike, e forse i punti interrogativi rimasti verranno chiariti nel seguito.

Ringrazio Samuel Beconcini per avermi dato la possibilità di leggere il suo libro inviandomene una copia omaggio!

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