“The Chosen One: La maledizione della regina” di Daphne Stalwart – Recensione

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di uno dei miei libri preferiti del 2021, “The Chosen One: La maledizione della regina” di Daphne Stalwart, il secondo volume di una serie fantasy emozionante ricca di intrighi politici, amore, vendette, amicizia, passione, magia, azione e colpi di scena.

"The Chosen One: La maledizione della regina" di Daphne Stalwart - Copertina

The Chosen One: La maledizione della regina

Tetralogia “The Chosen One” – Volume 2

Autrice: Daphne Stalwart

Editore: autopubblicato (Amazon)

Data di uscita: 21 ottobre 2021

Pagine: 776

Formato: flessibile 21,53 € – rigida 27,00 – ebook 9,99 € – gratis con kindle unlimited

Genere: fantasy medievale – fantasy romance

Età di lettura: new adult, adulti

Trama

Stagione della Luna.
Karidian Wingdragon, Comandante dell’Esercito Supremo, deve vendicare il rapimento di Victoria Legendragon nel Regno di Saildragon. Dopo la nefasta guerra contro i Centauri, gli animi umani sono cambiati e la magia è tornata più forte che mai: con un clima gelido e nevoso, nuove minacce e nuovi tornei oscuri sono all’orizzonte.
Magie, streghe, draghi, Fae e animali sovrannaturali si intrecciano con le problematiche dei reami e l’imminente matrimonio tra Victoria e William. Nulla è come sembra… e anche la stessa profezia porterà la futura regina a fare scelte indelebili: vita o morte.
Amore o dovere.
Rovina o leggenda.

Recensione

“The Chosen One: La maledizione della regina” mi ha catturata ed emozionata fin dalle prime pagine e mi è piaciuto ancor più di “The Chosen One: Il richiamo del drago”, il primo volume della saga fantasy scritta da Daphne Stalwart.

Ho amato questo libro soprattutto grazie ai suoi personaggi: crescono moltissimo e prendono sempre più consapevolezza di sé stessi, del loro ruolo nel mondo e soprattutto dei propri desideri per cui saranno pronti a lottare e a mettersi completamente in gioco. Mi è piaciuto scoprire di più sul loro passato e veder crescere le loro relazioni, sia in politica che in amore.

Se nel primo libro infatti le corone erano ancora sul capo dei loro padri e il loro fato era segnato soprattutto dalle decisioni prese dai genitori, in questo secondo volume sono loro ad essere gli assoluti protagonisti nei giochi di potere e nelle relazioni tra i vari regni, tra alleanze e tradimenti. Anche la parte romance è molto diversa: dalle dinamiche e scene tipiche degli young adult si passa a quelle proprie dei new adult e libri per adulti e sono presenti scene esplicite e ricche di passione. L’amore è ciò che muove più di tutto il resto le azioni dei personaggi. È ciò che li spinge a superare sé stessi, a non mollare mai e a combattere con ogni loro mezzo, ma che se malato o non ricambiato, li porta a compiere azioni terribili per vendetta e gelosia.

Nonostante tutti i loro sforzi, però, c’è sempre il destino mutevole, crudele e capriccioso che sembra fare di tutto per contrastare e far soffrire i protagonisti.

Un amore impossibile e osteggiato dal fato

Victoria Legendragon è ancora prigioniera della profezia ora divenuta una maledizione e il matrimonio con William, per quanto posticipato di dieci mesi, è sempre più vicino. Determinata e coraggiosa, fragile e forte allo stesso tempo, ribelle e impulsiva, vuole dimostrare di essere all’altezza del ruolo che il fato le ha assegnato, nonostante molti cerchino di contrastarla e renderla una loro pedina, e allo stesso tempo insegue i sogni e le speranze che il destino le ha strappato via. Mi è piaciuta molto per il suo carattere e per la sua crescita non solo come persona, sarà infatti sempre più consapevole della sua forza e dei suoi poteri, ma anche nelle relazioni con gli altri e in particolare con Karidian. Il loro legame è unico e indissolubile, in grado di far superare loro ogni difficoltà.

È facile giudicare una persona dopo averle strappato le ali. Ma è molto più difficile scusarsi quando la stessa persona riesce comunque a prendere il volo.

Karidian Wingdragon rimane il mio personaggio preferito della serie, perché nonostante il suo passato e tutte le difficoltà che ha dovuto e deve ancora affrontare, nonostante il fato sembri avercela soprattutto con lui (non ditemi che non è così, una volta che avrete letto il capitolo LXVII), rimane fedele ai suoi principi e ai suoi valori e soprattutto all’amore che prova per Victoria. È pronto a combattere per i suoi ideali e coloro che ama, è leale e coraggioso in battaglia ma anche nella vita di tutti i giorni, è capace di amare con tutto sé stesso, essere dolce e passionale insieme.

«Nessun mortale può conoscere il valore dell’amore fino a quando non è un altro uomo a fargli aprire gli occhi. Quando un giorno te la porteranno via, quando ti diranno che per lei non sei abbastanza e che il suo destino è già scritto nelle braccia di un altro, solo allora capirai che fingere di non saper amare è diverso dal poter amare.»

Tra vendetta, amore e giochi di potere

Kailja Goldrosagon è profondamente infelice. A causa della morte del fratello, è dovuta diventare regina ed è stata costretta a rinunciare a tutti i suoi sogni di libertà: non potrà solcare i mari e scoprire nuovi mondi, ora è legata ad un trono che non ha mai desiderato. Intelligente, coraggiosa, combattiva, tormentata e capace di superare i pregiudizi, è uno dei personaggi che mi ha sorpresa e che ho apprezzato di più di questo libro.

Kailja sospirò. «Gli umani nascono liberi e spendono una vita intera a diventare schiavi di sogni falsi.»
«E quale sarebbe il vostro
sogno falso, Maestà?»
«Tentare di ricoprire un ruolo che non mi appartiene.»

Sola sul trono e in difficoltà, troverà aiuto in qualcuno che non si sarebbe mai aspettata: Dario Wealthagon. Ma come ci si può fidare dell’uomo più astuto e manipolatore del continente?

Dario Wealthagon è protagonista di questo secondo libro tanto quanto Victoria Legendragon. È un uomo spregiudicato, vendicativo, abilissimo in politica e disposto a scendere a patti o ad ingannare chiunque pur di raggiungere i propri scopi. Ora che gli è stato sottratto il trono per cui ha dato tutto sé stesso e ha lottato tutta la vita, è pronto a fare qualunque cosa per conquistarlo, ma ogni azione ha delle conseguenze e Dario non è l’uomo freddo e senza sentimenti che si mostra. Un cuore ce l’ha ancora, anche se ricoperto di spine, e proprio questo lo rende secondo me il personaggio migliore di questo libro. I suoi capitoli sono stati i miei preferiti. Il capitolo LIV è stupendo, così come il capitolo LXII che è il più straziante di tutto il romanzo.

«Ho lottato per non farmi consumare dal dolore, e ne ho fatto la mia forza. La gente mi disprezza. La gente mi teme. La gente osserva e giudica solo i traguardi del mio lungo e tortuoso cammino. Non mi scuserò per il mostro che sono diventato, perché nessuno l’ha fatto per avermi ridotto così.»

Dario che già in “The Chosen One: Il richiamo del drago” mi era piaciuto molto per le sue mille sfaccettature, in questo secondo libro si conferma come il personaggio più affascinante, complicato e imprevedibile di tutti. Un momento prima ti chiedi che cavolo stia combinando e vorresti solo avere la possibilità di fermarlo in qualche modo, quello dopo vorresti solo abbracciarlo. Cerca di raggiungere i suoi obiettivi e proteggere le persone che ama con ogni mezzo possibile (sì, qualcuno che ama c’è), ma spesso non riesce a distinguere o se ne frega di quel confine che non bisogna superare e alla fine, in un modo o nell’altro, le sue cattive azioni tornano a chiedere il conto.

«Io non sono mai stato felice come adesso. Non ho mai, e dico mai fatto l’amore come questa notte. Ti ho stretta così forte che per un attimo ho temuto di perderti, e che fosse stato tutto un sogno. Per me sei la donna più bella dell’universo, […], e ti regalerei le stelle pur di vederti libera. Libera da questo mondo di corruzione e violenza. Per te solcherei i mari più pericolosi del Continente pur di avere la certezza di averti ogni giorno al mio fianco. Con te dimentico cosa sono stato. E cosa faccio ogni giorno per sopravvivere ai miei ricordi.»

Un altro personaggio che è stato una bellissima sorpresa è Erys Wealthagon. Eric invece, finalmente libero dall’influenza del fratello, a tratti mi è piaciuto, ma secondo me deve ancora dare il meglio di sé, come anche Evan.

Evan si lasciò andare. Pianse tutto il dolore che ebbe in corpo e attese che i nervi ritornassero saldi. Si sentì sulla punta di una rupe, a pochi metri da un precipizio. Spesso si era domandato se lui e il cugino fossero sempre stati destinati a essere così. Infelici, con così tanto oro da poterci fare dei bagni… ma tremendamente soli.

Riccardo Legendragon mi è piaciuto davvero tanto così come Aeghena Windothynn, mentre William Wingdragon per me rimane il personaggio più egoista, insipido e ipocrita di tutta la serie; a questo punto non credo che cambierò mai idea su di lui. Un personaggio che aleggia come un fantasma e di cui non vedo l’ora di scoprire di più è Dorian, sono curiosissima di leggere lo spin-off “Soul of Ice and Heart of Fire”!

Un mondo fantastico complicato e meraviglioso

Il worldbuilding è complicato e meraviglioso, come si poteva già vedere nel primo libro. Sono presenti molte creature fantastiche, draghi, Fae, umani e streghe, profezie, leggende e regni in lotta tra loro. In questo secondo volume è più presente anche la magia e ci sono diversi scontri e battaglie. Queste ultime sono, però, le parti che mi sono piaciute meno e che ho trovato un po’ confusionarie. Sono presenti inoltre alcune brusche accelerazioni nella trama, come se queste parti non avessero un gran peso e forse è proprio così. Dal mio punto di vista, ciò che rende unico e speciale questo libro non sono queste scene, ma, l’introspezione e la crescita dei vari personaggi e l’evolversi delle relazioni tra di loro in politica e in amore.

2 kg di libro che non si sentono

Mi è piaciuto molto lo stile di scrittura, coinvolgente e scorrevole, descrittivo al punto giusto e ricco di dialoghi, anche se purtroppo ci sono un po’ di errori e refusi. Le 776 pagine si sentono nei quasi 2 kg di libro (non vi consiglio di portarlo in borsetta), ma non durante la lettura. Una volta finito desidererete avere subito il terzo volume!

Sono presenti i punti di vista di quasi tutti i personaggi, si conoscono il loro passato e le motivazioni che stanno dietro le loro azioni, e proprio per questo è impossibile non capirli e comprenderli nonostante le loro scelte piuttosto discutibili (Dario, sto parlando soprattutto di te) che hanno sempre delle conseguenze. In fondo tutti loro vorrebbero essere solo liberi di essere loro stessi, amare chi vogliono ed essere ricambiati, vincere contro i pregiudizi e un destino che sembra voler portare via loro ogni sogno e desiderio.

Consigliato a…

Si sentono tutto l’amore e l’impegno che l’autrice ha messo nello scrivere questa storia e forse proprio per questo “The Chosen One: La maledizione della regina” è uno di quei libri che ti entra dentro e non ti lascia più. Vi consiglio tantissimo questa saga se amate i fantasy con azione, colpi di scena e magia, ma soprattutto intrighi politici e storie d’amore passionali, forti e osteggiate dal destino. Nonostante le imperfezioni, questa storia vi entrerà nel cuore e finito un libro desidererete subito avere il successivo perché non vorrete lasciare questo mondo e soprattutto i suoi personaggi.

Ringrazio tantissimo Daphne Stalwart per avermi inviato una copia del suo libro e avermi dato la possibilità di continuare questa avventura meravigliosa ed emozionante in compagnia dei suoi personaggi!

Leggi gratuitamente le prime pagine di “The Chosen One: La maledizione della regina”!

Clicca sull’immagine sottostante o su “free preview” per leggere gratuitamente l’anteprima Kindle di “The Chosen One: La maledizione della regina” di Daphne Stalwart!

Tetralogia “The Chosen One”

  1. The Chosen One: Il richiamo del drago (2021) – Recensione
  2. The Chosen One: La maledizione della regina (2021)
  3. The Chosen One: ? (prossimamente)
  4. The Chosen One: ? (prossimamente)
“The Chosen One: Il richiamo del drago” di Daphne Stalwart – Recensione
“The Chosen One: La maledizione della regina” di Daphne Stalwart – Recensione
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