“Senzamarchio: Fine e Inizio” di Francesca Petroni – Recensione

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di “Senzamarchio: Fine e Inizio” di Francesca Petroni, il primo volume autoconclusivo di una saga high fantasy avvincente ricca di magia, segreti e avventura.

"Senzamarchio: Fine e Inizio" di Francesca Petroni - Copertina

Senzamarchio: Fine e Inizio

Saga dei Senzamarchio – Libro 1 Autoconclusivo

Autrice: Francesca Petroni

Editore: autopubblicato

Data di pubblicazione: 11 maggio 2022

Pagine: 298

Formato: flessibile 9,36 € – rigida 16,64 € – ebook 2,99 € – gratis con kindle unlimited

Genere: epic fantasy

Età di lettura: ragazzi, adulti

Trama

Eledriel è un’innata, in grado di attingere alla magia in modo istintivo e senza alcuna forma di studio. Quelli che vennero prima di lei furono causa di dolore e distruzione ed è per questo che fu creato il Marchio. Chi lo riceve viene privato per sempre della propria dote e, fra gli appartenenti al popolo eburneo, il rifiuto comporta una condanna all’esilio senza appello.

Prima di lei, lo stesso trattamento fu riservato al Respinto, privato persino del nome e di ogni dignità. Malvagio, orribile e senza morale, rappresenta la nemesi dei valori che gli eburnei attribuiscono a se stessi. È a causa sua se l’Impero ha rischiato di collassare fra sangue e macerie ed è sempre lui ad aver causato l’apertura dello Strappo.

Ma qual è la causa e qual è la conseguenza quando il futuro si annoda con il passato? La linea che divide bene e male diviene illusoria e il destino si mostra come un cammino il cui inizio coincide con la propria fine: un punto nel tempo e nello spazio che ha l’inquietante aspetto di un’anomalia energetica oscura come la morte.
Sarà quella la meta da raggiungere per un gruppo di avventurieri che non ha paura di uscire dai confini del conosciuto per confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte.

Recensione

Senzamarchio: Fine e Inizio” di Francesca Petroni è un high fantasy avvincente e avventuroso dallo stampo molto classico. Racconta la storia di Eledriel e dei suoi compagni di viaggio che, impegnati in una cerca per salvare il loro mondo e sconfiggere il male, dovranno superare molti ostacoli e imparare a fidarsi gli uni degli altri.

«Sai che cosa ho imparato fino adesso? Che l’equilibrio è un perpetuo aggiustamento. È una danza sul filo della vita.»

Il Marchio

Il Continente è una terra immaginaria ricca di magia. Nell’Impero vivono gli eburnei: chiamati “elfi” dagli umani, sono creature immortali, affini alla natura, con la pelle diafana, piccole orecchie affusolate e volti dagli zigomi pronunciati sui cui spiccano occhi dal taglio obliquo messi in evidenza da sopracciglia lunghe e dritte.

Da quando moltissimi anni prima, secondo quanto riportato nelle Cronache della Prima Era, un innato chiamato in seguito “Il Non-Marchiato” ha distrutto la prima civiltà eburnea, tutti i giovani eburnei inclini alle arte magiche e che quindi diverranno Costruttori di Incanti sono obbligati a sottoporsi a un rituale, l’applicazione del Marchio: esso limita il loro potere per la sicurezza di tutti ed è una procedura dolorosa e non revocabile che impedisce per sempre l’uso istintivo della magia.

L’inizio di un’avventura

La protagonista di “Senzamarchio: Fine e Inizio” è Eledriel. Lei è un’innata: non avendo il Marchio, differentemente dagli altri eburnei, è in grado di attingere alla magia in modo istintivo, senza l’utilizzo di alcun incantesimo o formula magica. A causa della sua natura e del suo tradimento di molti anni prima, è stata condannata all’esilio dal suo popolo, ma ora ha deciso di tornare per avvertirli della disgrazia imminente: lo Strappo, una voragine immensa pronta a divorare ogni cosa, si sta riaprendo.

Aggrottò la fronte e sciolse il suo potere quel tanto che bastava a percepire chi si trovava dall’altra parte della porta. Riconobbe quella presenza e il suo cuore aumentò i battiti. Il passato non era fatto solo di ricordi, ma anche di persone in carne e ossa.

Solo Tylin, la sua migliore amica, sempre piena di energia ed entusiasmo, sembra non dare alcun peso al suo essere un’innata e una traditrice per il popolo eburneo. Thiel, un abilissimo incantatore, è cauto e sospettoso nei suoi riguardi, e anche Iorn, l’esperto cacciatore che un tempo l’amava, non ha dimenticato il suo tradimento.

Presto, però, capiranno che l’unico modo per scongiurare la minaccia è collaborare e fidarsi l’uno dell’altro, nonostante il passato. Nel viaggio che intraprenderanno, a loro si aggiungeranno dei nuovi compagni di avventure: la strada è lunga, tortuosa e irta di pericoli. Troveranno il modo per superarli e richiudere lo Strappo? Riusciranno a superare la diffidenza reciproca e a scoprire di più su quel passato che ancora influisce sul loro presente? Ciò che raccontano le leggende infatti potrebbe non essere la verità e anche il passato di Eledriel nasconde qualcosa che nemmeno la protagonista conosce.

Aveva sempre odiato la guerra, la considerava un fallimento della diplomazia. Nella sua esperienza qualunque conflitto poteva essere evitato a patto che ci fossero le persone giuste sedute al tavolo e che le informazioni fossero disponibili a tutti nello stesso modo.

Tra passato e presente

La narrazione è un continuo alternarsi di passato e presente. Seguiamo le avventure di Eledriel e dei suoi compagni di viaggio impegnati a superare trappole, combattimenti e incontri con creature sconosciute, e contemporaneamente pian piano scopriamo le cause che hanno portato al tradimento di Eledriel e conosciamo Malark, un personaggio che soprattutto all’inizio rimane nell’ombra, ma che è fondamentale per le vicende e a me è piaciuto sempre di più.

Il sottile confine tra bene e male

Malark è un personaggio grigio e ambiguo fino alla fine. Cammina sulla sottile linea tra il bene e il male, convinto di agire per il primo, ma scivolando sempre di più nel secondo a causa delle circostanze e delle scelte sbagliate. Egli desidera la conoscenza e la libertà e agisce per ottenere giustizia per gli innati come lui, non la vendetta. Vorrebbe, infatti, un mondo in cui gli innati siano accettati e non discriminati; per questo è convinto di agire per il bene e giustifica sempre le sue scelte in vista del fine.

Eledriel e Malark sono profondamente diversi, ma anche simili tra loro. Entrambi si sono spesso sentiti soli e in bilico tra bene e male, ragione e torto, privi di ogni senso di appartenenza. Cercano di far avverare un sogno che però sembra sciogliersi alla prima luce del sole.

La rese consapevole della propria solitudine. Un’ombra che l’aveva sempre seguita, sin dal primo momento che riusciva a ricordare. Aveva penetrato ogni istante della sua vita tanto da apparirle invisibile fino a quel momento.

Un altro personaggio che mi è piaciuto molto è Kain: è un po’ misterioso e con un passato oscuro (su cui l’autrice ha scritto un racconto che sono molto curiosa di leggere), ma anche divertente e capace di ravvivare la narrazione; è inoltre un personaggio dinamico capace di sorprendere.

“Ci sono momenti che non sai di aspettare da una vita, evitarli sarebbe qualcosa che il destino non mi perdonerebbe.”

La magia

La magia è rappresentata come qualcosa di articolato e complesso. Ci sono i Costruttori di Incanti che basano la loro magia sul sapere: hanno bisogno di tempo per tessere nuovi incantesimi che però sono molto più precisi e “sicuri” di quelli degli Innati che invece attingono alla magia in modo istintivo. Questi ultimi sono in grado di compiere magie più complesse in meno tempo; queste ultime però possono facilmente sfuggire al loro controllo e avere risvolti inaspettati.

Ogni individuo incline alla magia ha inoltre il privilegio di poter richiamare un’incarnazione di sé, attraverso una dimensione collegata, che assume la forma di un animale.

Consigliato a…

Consiglio questo libro soprattutto agli amanti dei fantasy più classici. I personaggi così come il passato e l’ambientazione sono una continua scoperta. Il Continente mi è piaciuto molto, anche se ogni tanto ho avuto un po’ l’impressione di perdermi durante il viaggio dei protagonisti: ho sentito la mancanza di una mappa.

“Senzamarchio: Fine e Inizio” è un high fantasy ricco di avventura, azione, magia e amicizia, ma anche segreti e creature sconosciute, in cui la linea tra bene e male è sempre molto sottile. I protagonisti sbagliano, ma proprio grazie ai loro errori e all’aiuto degli altri crescono e imparano dai propri errori, senza mai smettere di inseguire i propri sogni.

«Abbiamo tutti qualcosa di cui non andiamo fieri […] Ma se non avessimo fatto ognuno di quegli errori, adesso non saremmo qui. Non avremmo avuto la possibilità né di rimediare, né di capire cosa avessimo sbagliato.»

Ringrazio tantissimo Francesca Petroni per avermi inviato una copia del libro!

L’autrice: Francesca Petroni

“Sono romana fin nel midollo, classe 1979. Ho una laurea in Filosofia e una in Giurisprudenza, sacrificate entrambe sull’altare del mio master in Marketing Management. Lavoro in una multinazionale e ho due bambini di cui mi vanto di essere il solo e unico DM (per ora).”

Instagram: @francescapetroni_

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