Buongiorno lettori, ieri c’è stato un nuovo incontro con gli autori organizzato da Sága Edizioni che ringrazio tantissimo per avermi invitata a partecipare! Questa volta l’ospite è stata Sarah K. L. Wilson, un’autrice canadese di fantasy, di cui trovate già pubblicati in italiano il meraviglioso primo volume de “Il segreto di Barbablù” e i primi due episodi della serie “Phoenix Heart“.
Prima di addentrarci nell’intervista…
Chi è Sarah K. L. Wilson?
Sarah K. L. Wilson è un’autrice canadese di fantasy e scrive a tempo pieno. Ha pubblicato innumerevoli opere tra cui la quadrilogia “Bluebeard’s Secret“, la serie a puntate “Phoenix Heart“, la trilogia “Heart of Shadow“, le pentalogie “Tangled Fae” e “Bridge of Legends” e lo spin-off “Married by War“. Se vi incuriosiscono, aspettate a leggerli in inglese, perché tutti questi libri verranno pubblicati in italiano da Sága Edizioni! Per ora potere già trovare già tradotti “Il segreto di Barbablù. Fly with the Arrow” e le prime due puntatate di “Phoenix Heart“

Perché un retelling di Barbablù?
Il primo romanzo di Sarah K. L. Wilson che Sága Edizioni ha scelto di portare in Italia è stato “Il segreto di Barbablù. Fly with the Arrow” che, come si può intuire dal titolo, è proprio un retelling dell’oscura fiaba di Barbablù.

Viene quindi naturale chiedersi perché ha scelto di partire da una fiaba così dark e non tra le più famose.
Sarah K. L. Wilson ha risposto che ha scelto Barbablù proprio perché ha pensato che sarebbe stata una bella sfida creare un romantic fantasy partendo da una storia così oscura, sviluppare la storia e l’interesse romantico da qualcosa di così dark.
Romance, fantasy, dark e humor
Ha scelto inoltre questa fiaba perché sua sorella è una psicologa e le ha parlato di un articolo su come le fiabe mostrano le relazioni famigliari; ha quindi trovato ciò molto interessante e ha voluto inserirlo nel suo libro intrecciandolo con il romance, il dark e un pizzico di humor.
Ha infatti sempre amato le opere di Terry Pratchett, uno scrittore fantasy che riesce a inserire lo humor in scene molto dark. Sarah K. L. Wilson inoltre pensa che il fantasy sia un modo meraviglioso per trattare temi filosofici e metafisici, le grandi questioni della vita, e lo humor aiuta proprio ad affrontare i problemi che incontriamo sul nostro cammino.
Per quanto riguarda l’aspetto dark, ha sempre pensato che le cose oscure e violente nella vita fanno venire a galla la bellezza e ciò a cui teniamo veramente. Vedere come dalle cose più oscure possa nascere la bellezza la fa sperare per il futuro e i suoi figli. Trovare il modo di trasformare l’oscurità e la violenza in bellezza è qualcosa che ama.
Fonti d’ispirazione
Sarah ha poi raccontato che oltre alla fiaba di Barbablù, si è ispirata anche alle fiabe russe. Ad esempio la casa di Barbablù con le zampe di gallina si rifà alla fiaba di Baba Jaga. Si è inoltre ispirata, per quanto riguarda il concilio dei Fae e il modo in cui governano, alla teologia ortodossa secondo cui ogni santo rappresenta una terra davanti al trono di Dio e i santi proteggono le persone che abitano lì. Ha trovato interessante questa idea e perciò ha creato una specie di gioco dove ogni Fae è responsabile di una terra e dei suoi abitanti.
Il libro su cui si è maggiormente basata è “The Blue Book of Fairy Tales”.
Personaggi realistici, con punti di forza e debolezza
Passando ai personaggi, le è stato chiesto come sia riuscita a creare dei personaggi così “veri”. Sarah K. L. Wilson ha risposto che in tutti loro c’è una parte di sé, anche nei personaggi cattivi. Quando scrive una storia, cerca di connettersi con i propri personaggi e capire come sarebbe essere nei loro panni; per lei sono come delle persone reali e pensa che, se non avesse avuto tanta fortuna nella vita e una famiglia meravigliosa, sarebbe potuta diventare come loro.
Ha inoltre cercato di non rendere i suoi personaggi forti fisicamente o con incredibili abilità come nella maggior parte della letteratura, ma di dar loro un diverso tipo di forza. La protagonista de “Il segreto di Barbablù” sopravvive grazie al buon senso e al suo senso pratico. Renderla forte in un modo diverso è stata una sfida interessante.
Quando le è stato chiesto se le piacerebbe che fosse creata una trasposizione cinematografica della sua opera, ha risposto che sarebbe bellissimo e non ha avuto alcuna esitazione nel dire che nel cast vorrebbe Timothée Chamelet.
Phoenix Heart

Per quanto riguarda la serie di “Phoenix Heart” le è stato chiesto cosa l’ha spinta a creare un personaggio forte e allo stesso tempo fragile come la protagonista. Sarah ha risposto che già nella serie “Dragon School” la protagonista ha una disabilità: è zoppa e deve trovare il modo di sopperire a questa mancanza e, nonostante le difficoltà, riesce a salvare il mondo. Ha amato scrivere di lei, non tanto per la storia fantasy, ma perché è stata una sfida personale pensare ai modi in cui lei avrebbe potuto risolvere quelle situazioni difficili.
In “Phoenix Heart” ha voluto creare qualcosa di simile e che la protagonista possa vincere le difficoltà in modi inaspettati. Tutti noi a volte ci sentiamo deboli e forse tra i suoi lettori ci sono anche persone disabili che possono rispecchiarsi nella protagonista che trova modi unici per vincere.
Un piccolo spoiler…
Quando le è stato chiesto di anticipare qualcosa sui prossimi episodi di “Phoenix Heart”, ha rivelato che ce n’è uno che ha fatto piangere il suo beta reader che ha detto che non avrebbe più voluto andare avanti a leggere la serie. In seguito però ha poi affermato che è stato il suo episodio preferito. Grandi cose ci attendono nei seguiti!
Le prossime pubblicazioni
Le è stato chiesto se rimarrà sempre sullo stesso genere o ha intenzione di cambiare in futuro. Sarah ha rivelato che sta già lavorando a un epic fantasy per adulti meno romance rispetto ai suoi precedenti lavori e che un giorno le piacerebbe scrivere anche dei thriller.
L’incontro si è concluso con la domanda di rito…
Che cosa vuoi dire ai tuoi lettori italiani?
Sarah ha risposto che si è sentita sopraffatta dalla gentilezza dei lettori italiani che le hanno scritto nonostante le barriere linguistiche e dalla gentilezza dei blogger e dei giornalisti italiani che hanno scritto delle meravigliose recensioni e le hanno postate sui social media. Ha ringraziato tantissimo per l’accoglienza che le è stata data.
L’intervista si conclude qui! Ringrazio ancora una volta Giulia di Sága Edizioni per avermi invitata e Sarah K. L. Wilson per aver risposto con entusiasmo a tutte le nostre domande!
Noi ci risentiamo presto 😉







