Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di “Pulsar Quantico“, il nuovo libro di Alessandro Del Gaudio che mescola i mecha della fantascienza giapponese con il cyberpunk.

Pulsar Quantico
Autore: Alessandro Del Gaudio
Editore: Sága Edizioni
Collana: Dagon
Data di pubblicazione: 10 novembre 2022
Formato: flessibile 16,90 € – ebook 3,99 € – gratis con kindle unlimited
Pagine: 428
Genere: fantascienza, real mecha, cyberpunk
Trama
La principessa Abelja ha lasciato il regno di Medroa. Che fine ha fatto? È un sacrificio o una fuga? È davvero la criminale che tutti descrivono?
Lebo è disposto a tutto pur di aiutarla, anche a mettersi contro i suoi stessi compagni di squadra, e per trovarla si spinge fino ai limiti dell’universo, su un pianeta la cui gente è ignara dell’esistenza di altri mondi abitati e nessuno ha mai visto un Genio Meccanico. Un pianeta su cui il futuro di Abelja è destinato a compiersi e le prede possono trasformarsi in spietati predatori.
Pulsar Quantico mescola i canoni della fantascienza robotica giapponese con le atmosfere cupe del cyberpunk occidentale. Con questo nuovo lavoro Alessandro Del Gaudio espande gli orizzonti della sua mitologia fantastica, abbandonando temporaneamente la dimensione della magia per approdare a quella non meno misteriosa e insidiosa della scienza, trasportando il lettore in un universo che contrappone al superamento ossessivo dei limiti umani il margine di errore e imperfezione entro i cui confini ogni essere vivente desidera rifugiarsi.
Recensione
Negli anni ho letto diversi libri sci-fi, ma questa è stata la prima volta che ho avuto l’opportunità di leggere qualcosa ispirato alla fantascienza robotica giapponese. Proprio per questo ero curiosissima di iniziare “Pulsar Quantico”.
Corpi d’acciaio e cuori umani
Difficile credere che tutto ciò che serve per vincere una battaglia non sia nella lega con cui è costruita la tua spada, ma nella tempra del tuo cuore, quello che guida le azioni umane. Mi avete insegnato che in un universo popolato da macchine gli uomini possono comunque scrivere il loro destino.
Al centro della trama di “Pulsar Quantico” vi sono i robot, ma il vero cuore del libro sono i tantissimi personaggi che danno vita a questa storia.
Il protagonista è Lebo, un ragazzo nato e cresciuto a Ganos, un pianeta pieno di campi e colline con filari di viti. Fortemente attratto dalla bella e misteriosa principessa Abelja fermatasi per sei mesi nel suo paese, ha scelto di lasciare la sua casa e arruolarsi per diventare un Ufficiale di Comando come lei, ma cosa succederà quando proprio alla Legione che ha scelto di servire sarà affidato il compito di andare a caccia della principessa Abelja?
Dopo essere partita qualche settimana prima sul suo Genio Meccanico (un mecha, ovvero un enorme robot pilotabile dall’interno), Abelja è sparita e si teme che le sia successo qualcosa. La situazione, però, non fa che aggravarsi quando dopo un terribile avvenimento lei viene accusata di omicidio plurimo.
Pur essendo stato rifiutato dalla ragazza, Lebo ancora ci tiene a lei e non ha alcuna intenzione di lasciarla nei guai. Per questo decide di fuggire con Goring, il suo Genio Meccanico, e abbandonare e tradire la Legione per trovarla.
Non solo Lebo, però, è preoccupato per lei: anche Cloreena, ha tutte le intenzioni di salvare la sorella maggiore. Ostinata e capace di mantenere il sangue freddo nelle situazioni più complicate, Cloreena si lancerà con Fion, il leggendario ramingo dello spazio, all’inseguimento di Abelja.
Una storia corale, ricca di personaggi e sottotrame
«Capita sempre così. Delle persone che amiamo ci accorgiamo solo quando non ci sono più. Dovremmo avere più paura di perderle, così impareremmo a tenercele strette.»
“Pulsar Quantico” è un libro molto lungo e articolato. Dopo questa prima parte in cui i personaggi viaggiano nello spazio, ne segue un’altra ambientata su Donga, un pianeta molto simile alla Terra su cui nessuno sa dell’esistenza dei medroidi, ovvero questi robot che possono avere differenti fattezze, dimensioni e abilità e che sono pilotati dagli Ufficiali di Comando.
Su questo pianeta per caso o per scelta si ritroveranno alleati e nemici e avrà luogo il dipanamento del mistero. Lebo e tutti gli altri dovranno mescolarsi alla gente e diventare come loro per sopravvivere mentre continuano a cercare. Questa seconda parte è quella che ho preferito e che mi ha coinvolta di più.
Pregio e difetto di questo libro è la mole di personaggi. Sono davvero tanti e non fanno che moltiplicarsi andando avanti con la lettura e purtroppo io ho fatto un po’ fatica a ricordarmi di tutti. Per questo ho trovato un po’ dispersivi e confusionari i continui cambi di punti di vista e ho avuto difficoltà soprattutto all’inizio. Non conoscendo ancora nulla né dei personaggi, né dell’ambientazione né della trama mi sono sentita spaesata e sballottata da una parte all’altra della galassia. Mi sarebbe servita all’inizio del libro una lista dei personaggi con una breve descrizione da consultare oppure il romanzo sarebbe stato più semplice da seguire se fosse stato adottato come unico punto di vista quello di Lebo (cosa che però avrebbe impoverito il romanzo).
Pur essendo il ritmo in alcune parti abbastanza lento, la lettura è sempre scorrevole e ricca di dialoghi. Momenti più riflessivi e descrittivi si alternano a parti ricche d’azione e di colpi di scena.
Lebo: il protagonista
Lebo è il personaggio che ho preferito; è determinato, sensibile e coraggioso, ma soprattutto quello, secondo me, meglio caratterizzato e con una crescita maggiore. Da ragazzo, attratto da Abelja, ha scelto di diventare un Ufficiale di Comando per essere degno di lei, ma poi la Legione di cui è entrato a far parte è diventata come una famiglia per lui. Per salvare Abelja sceglierà di lasciarla e proverà smarrimento, ma negli inquilini della pensione a Kondara troverà ancora una volta una nuova famiglia e nel pianeta una nuova casa che però saranno messi in pericolo.
La Legione richiedeva obbedienza, devozione alla causa, inflessibilità, precisione nelle operazioni. Sfornava robot per pilotare altri robot.
Lebo è vittima di un conflitto interiore tra l’obbedienza alla legione e ciò che gli suggerisce il cuore, l'”amore” per Abelja e i sentimenti nuovi che proverà, il suo essere un pilota di mecha e il suo voler essere un abitante di Donga con degli amici e una ragazza.
Consigliato a…
«Ci sono pianeti su cui nessuno immagina che possano esistere i Geni Meccanici e quelli come noi sarebbero visti come il prodotto della fantasia di qualche matto.»
«Già, magari le nostre avventure le racconterebbero ai bambini per farli addormentare e crescere coraggiosi» aggiunge Taar.
«Dici? Io credo di no. Senz’altro ci vedrebbero volentieri come un esempio da seguire.»
“Pulsar Quantico” è un libro che mi è piaciuto e consiglio a chi ama la fantascienza (non lo proporrei come primo approccio al genere) ed è adatto sia a chi piacciono i mecha sia a chi come me non ha mai letto nulla su di loro ed è curioso a riguardo. Nonostante non sia una lettura pesante, essendoci tanti personaggi e sottotrame è un libro che va letto con la mente sgombra e senza continue interruzioni per non perdere il filo.
Oltre ad avere una trama ben costruita, questo libro tratta anche diversi temi importanti tra cui quello della guerra, che segna indelebilmente chi la subisce e chi la combatte, e quello del rapporto uomo-macchina, criticando lo sviluppo senza scrupoli e limiti della tecnologia e riagganciandosi quindi al genere del cyberpunk. Questa storia sottolinea inoltre l’importanza delle emozioni e dei sentimenti; una macchina artificiale può essere in grado di pensare, ma ciò non la rende umana.
Pensò a quanto fosse bello che la scienza non studiasse solo come realizzare nuove macchine per distruggere e sopraffare, ma fosse artefice anche di strumenti capaci di unire ed emozionare le persone.
“Pulsar Quantico” può essere considerato un autoconclusivo, ma il finale lascia strade aperte per dei possibili seguiti o spin-off.

Ringrazio tantissimo Sága Edizioni per avermi inviato una copia del libro!







