“Non è un paese per single”: la nuova commedia romantica di Prime Video tra ironia e romanticismo

C’era una volta… Anzi no, c’è ancora un piccolo paese nascosto tra le colline toscane: Belvedere, un paese pazzo d’amore, dove ci si innamora per forza. Perché? E che ne so. Perché è una fiaba.

Così inizia il film di Prime Video Non è un paese per single mettendo subito in chiaro una cosa: non sarà un retelling di Orgoglio e pregiudizio, come il romanzo di successo di Felicia Kingsley da cui è tratto, non avrà grandi ambizioni cinematografiche, ma si rifarà a un genere familiare a tutti, quello della fiaba, piuttosto che a uno dei classici più celebri della letteratura inglese, il cui titolo è noto ai più, ma che, in realtà, hanno letto dalla prima all’ultima pagina meno persone di quante si potrebbe credere.

Non è un paese per single di Felicia Kingsley libro con copertina del film

Elisa e Michele: una coppia da fiaba capovolta

Se i protagonisti di Orgoglio e pregiudizio sono figure tormentate, divise tra orgoglio, sentimenti e convenzioni sociali, quelli di Non è un paese per single sembrano usciti da una fiaba capovolta: Elisa è una principessa a cui non importa nulla dell’amore e dei principi, mentre Michele (non più Michael D’Arcy come nel libro di Felicia Kingsley) è un ricco milanese a cui “le principessa piacciono davvero tanto”.

Dopo questa breve introduzione dei protagonisti, appare quindi il paesino del Chianti che nella sua rappresentazione come un luogo colorato, vivace e pieno di personaggi caratteristici sempre pronti a sparlare di tutto e di tutti, richiama il paese delle trasposizioni cinematografiche disneyane della fiaba “La bella e la bestia”. Compare anche il Gaston della situazione che però ha ben poca personalità.

Comicità, cliché e leggerezza

Tutto è all’insegna della comicità: perfino la morte del conte, che mette in moto la storia, e il conseguente funerale sono privati d’ogni aspetto tragico, con l’unico intento di far ridere lo spettatore e non spezzare la leggerezza che si è andata a creare fin dalle prime battute. Non è un caso che proprio durante il funerale la madre della protagonista dica alle figlie, indirizzando le sue parole anche indirettamente agli spettatori: “Ragazze, siate leggere, la vita è già abbastanza pesante”.

L’arrivo dei due fratelli (non più amici come nei romanzi di Felicia Kingsley e Jane Austen) Carlo e Michele, amici d’infanzia d’Elisa, è segnato dalla stessa comicità. Loro sono lì per vendere la tenuta del prozio, all’insaputa della famiglia della protagonista che vi abita, ma presto per entrambi i protagonisti sarà difficile ignorare i sentimenti e separarsi da quel luogo che, scorcio dopo scorcio, è rappresentato come una meta da cartolina, perfetta per una vacanza.

Un film che non vuole essere un capolavoro (e va bene così)

“Non è un paese per single” non è un piccolo capolavoro cinematografico (se volete vederne uno, guardate “Orgoglio e pregiudizio” del 2005, il film diretto da Joe Wright con Keira Knightley e David Matthew Macfadyen), ma un film che non si prende mai troppo sul serio. Gioca con i cliché delle commedie romantiche e delle fiabe dall’inizio alla fine: il suo intento è regalare qualche ora di spensieratezza persi tra le meravigliose colline della Toscana, piuttosto che essere una riproduzione fedele del romanzo di Felicia Kingsley o un retelling moderno di Orgoglio e Pregiudizio.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con i tuoi amici!

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *