Buongiorno lettori! Conoscete “Nightbooks. Racconti di paura” di J. A. White? Scommetto che molti di voi lo avranno almeno sentito nominare; a settembre infatti è uscito su Netflix il film basato su questo libro per ragazzi.
Oggi ve ne parlo nella mia recensione che fa parte del Review Party organizzato in collaborazione con la DeA Planeta Libri che ringrazio per la copia ricevuta in omaggio.

Nightbooks. Racconti di paura
Autore: J. A. White
Editore: De Agostini
Collana: Le gemme
Traduttore: Davide Musso
Data di uscita: 21 settembre 2021
Pagine: 272
Formato: flessibile 15,90 € – ebook 7,99 €
Genere: narrativa horror e del terrore
Libro per ragazzi
Età di lettura: dai 12 anni
Trama
Una fiaba moderna per ragazzi e adulti, sul potere delle suggestioni
È notte, ma Alex non dorme. La sua passione per tutto ciò che è sinistro e misterioso lo induce a lasciare la sicurezza della sua camera e scendere nel seminterrato del palazzo in cui vive. È determinato a disfarsi dei quaderni su cui ha scritto le sue migliori storie di paura, che però lo fanno sembrare strambo agli occhi di tutti.
All’improvviso l’ascensore si blocca, delle urla arrivano da dietro la porta dell’appartamento 4E. Grida raccapriccianti, impaurite. Strepiti stranamente famigliari… Ad Alex sembra di riconoscere le battute del suo film dell’orrore preferito. Chi lo sta guardando? Ed è davvero profumo di torta di zucca quello che si sente uscire dalla casa? Alex non resiste, si avvicina. Ma non appena incrocia lo sguardo di Natacha, la bellissima donna che lo invita a entrare, capisce che qualcosa non va… Troppo tardi. La porta si richiude alle sue spalle, Natacha sorride con tutti i denti. È una strega. È affamata. E il suo cibo… sono i racconti del terrore.
Per sopravvivere, Alex sarà costretto a usare tutte le proprie doti di scrittore e a trasformare anche i suoi più spaventosi incubi in appassionanti storie di paura. Ma cosa succederà quando avrà dato fondo a tutta la sua immaginazione?
Recensione
Uno dei punti di forza di questo libro è sicuramente il protagonista: con Alex si entra subito in empatia. È simpatico e altruista, tormentato dai dubbi e con la paura di non essere amato e accettato per ciò che è: un bambino a cui piacciono i racconti horror e tutto ciò che è macabro o pauroso. I giudizi degli altri l’hanno portato ad odiare quella parte di sé: si sente diverso e non compreso. Non sopportando più di essere considerato strambo, una notte prende l’ascensore nel suo palazzo per raggiungere la caldaia nel seminterrato e bruciare i suoi quaderni degli incubi dove ha scritto tutte le storie horror che ha inventato.
Sentiva che cremarle nella Vecchia Mangiafuoco era la cosa più giusta da fare, un po’ come dare alle fiamme il corpo di un guerriero caduto in battaglia. Si meritavano quantomeno una fine dignitosa. Dopotutto, era stato lui a crearle.
L’ascensore, però, si blocca al quarto piano dove viene attirato dall’appartamento 4E. Una volta entrato non c’è più via di scampo e diventa prigioniero di una strega che sembra volersi sbarazzare di lui, ma c’è un modo per salvarsi. Narrare un nuovo racconto del terrore notte dopo notte. Ed è qui che si intrecciano la fiaba di Hänsel e Gretel e la raccolta di novelle “Le mille e una notte“. Alex, dopo essere stato attirato con l’inganno nell’appartamento, si troverà ad essere una moderna Shahrazād: sarà obbligato ogni notte a raccontare nuove storie per placare la casa e fare in modo che la strega non lo uccida.
Aveva sempre amato i racconti del terrore, e ora ci era finito dentro. Ma non era divertente. Il problema era che le streghe dei libri facevano paura, ma non esistevano davvero. Questa invece sì. Era una bella differenza.
“E se…”
L’idea da cui nasce questa storia mi è piaciuta molto. Il fatto che sia presente una storia principale con protagonista Alex alternata ai racconti inventati e narrati da lui tiene sempre sveglia l’attenzione: io stessa ero curiosa di scoprire quale sarebbe stato il prossimo racconto e allo stesso tempo di conoscere come si sarebbe sviluppata la trama principale.
I racconti inventati da Alex sono particolari e partono sempre da un “e se…” riferito a una situazione abbastanza comune, un po’ come se fosse possibile trovare un pizzico di horror nella vita di tutti i giorni. Tutti i racconti hanno per protagonisti dei bambini: è credibile che siano stati creati proprio da qualcuno di giovane come Alex. Vengono riutilizzati diversi cliché presenti nelle fiabe e nel genere horror in modo originale e per nulla scontato. È un libro sul potere delle storie e dell’immaginazione.
Continuava a pensare a quanto tempo gli ci era voluto per scrivere quelle storie: l’emozione immensa per un nuovo personaggio che usciva allo scoperto, la frustrazione quando una trama appassiva e poi moriva, la felicità assoluta quando trovava la parola perfetta. A volte scrivere era straziante, ma anche meraviglioso.
Un libro più fantasy che horror
I personaggi sono ridotti all’osso: oltre al protagonista, ci sono Yasmina, un’altra bambina prigioniera come lui, Lenora, una gatta arancione invisibile, Natacha, la strega, e pochi altri che non vi svelo per lasciarvi la sorpresa. Questo, secondo me, è uno dei limiti di questo libro: avrei preferito che l’autore avesse osato di più inserendo più mostri e creature spaventose considerato il genere.
L’altro aspetto che non mi ha del tutto convinta è l’ambientazione che ho trovato più adatta ad un fantasy che ad un horror. L’appartamento e tutto ciò che si trova al suo interno è molto affascinante e ho trovato meravigliosi molti luoghi della casa, ma raramente spaventosi o inquietanti. Le versioni originali delle fiabe o delle storie horror da cui sono presi gli elementi presenti in questo libro sono molto più terrificanti.
Per chi avesse visto il film, ritengo che sia abbastanza fedele alla trama e che in quest’ultimo sia stata resa molto bene l’atmosfera che si respira in questa storia. Nel libro, però, ci sono più creature, più dettagli, più storie e avventure, motivo per cui, come spesso accade, io l’ho preferito.

Consigliato a…
“Nightbooks. Racconti di paura” è un libro in cui il valore dell’amicizia è centrale e che insegna quanto sia importante imparare ad accettare sé stessi per essere felici: sono proprio le differenze a renderci speciali. Non bisogna cambiare per uniformarsi agli altri, ma circondarsi di persone che possano capirci e amarci per ciò che siamo.
Il valore dell’amicizia e l’accettazione di sé sono, secondo me, due temi importantissimi e particolarmente azzeccati per la fascia d’età a cui è indirizzato questo libro che a me è piaciuto, ma che credo avrei apprezzato ancora di più una decina d’anni fa.
È un libro perfetto per i ragazzi delle medie, ma secondo me anche adatto ai bambini degli ultimi anni delle elementari ripensando ai libri che leggevo io. Non ci sono storie o fatti eccessivamente spaventosi o inquietanti, è un libro che suscita più meraviglia che terrore. Proprio per questo ve lo consiglio soprattutto se state cercando un libro che sia una via di mezzo tra un fantasy e un horror.








