“L’oracolo dei mondi. L’origine” di Annachiara Cairoli – Recensione

Vi siete mai chiesti come sono nati la Terra e il nostro Universo? “L’oracolo dei mondi. L’origine” di Annachiara Cairoli è un libro fantasy originalissimo che ci racconta attraverso le parole del Destino una versione tutta al femminile della creazione del nostro mondo.

Copertina "l'oracolo dei mondi. L'origine" di Annachiara Cairoli

L’oracolo dei mondi. L’origine

Autrice: Annachiara Cairoli

Editore: Gruppo Albatros Il Filo

Collana: Nuove voci. Imago

Data di uscita: 12 maggio 2020

Pagine: 250

Formato: flessibile 13,90 € – ebook 9,49 €

Genere: fantasy

Età di lettura: adulti, ragazzi

Trama dell’editore

Il Destino, l’artefice inconsapevole della creazione dell’Universo, è alla ricerca dell'”armonia perfetta” raggiungibile solo tra l’equilibrio delle forze di Madre Natura. Ombra e Luce, Aria e Fuoco, Terra ed Acqua sono sei sorelle in eterna contrapposizione, si attraggono e nello stesso tempo si respingono. Varie sono le situazioni in cui si scontreranno, minando così quella stabilità di continuo ricercata, per poi riappacificarsi per il bene dell’Umanità. Le profezie della Fenice, la guerra contro gli Angeli e i Demoni per la liberazione della Terra porteranno le nostre protagoniste a vivere numerose avventure. L’autrice Annachiara Cairoli con maestria ed ottima capacità descrittiva mostra una creazione del Cosmo tutta al femminile: il suo è un linguaggio pulito, dalle note divertenti e fantasiose.

Recensione

Sapete qual è il bello di essere il Destino? In un vostro attimo in cui battete le ciglia, io creo universi, mondi, vita. E credetemi, non lo faccio apposta, è più forte di me.

“L’oracolo dei mondi. L’origine” di Annachiara Cairoli è un libro molto originale sia per la creazione dell’universo che ci viene presentata sia per il modo in cui viene raccontata questa storia.

Fate, il Destino, è la narratrice d’eccezione. Preferisce essere vista come una ragazzina pura e innocente, ma è qualcuno o qualcosa che per sua natura è indefinibile e ambiguo: non può essere visto né sentito se non per sua volontà, ma è sempre accanto a noi; è colui che governa ogni cosa, ma nemmeno il destino è in grado di domare la sua essenza.

Fate crea universi e mondi in un battito di ciglia, ma nessuno dei mondi che ha generato in passato la soddisfa. Quando genera l’universo di cui farà parte la Terra, tutto ciò che desidera è che il silenzio che sta sopportando da secoli finisca e che ci sia armonia.

Così si generano sei sfere luminose che dopo aver percorso immensi tratti di distanze abissali originano la Terra e prendono le sembianze di sei ragazze: Ombra, Lux, Sucellia, Abnova, Freya e Brigridien. Sono sorelle e ognuna di loro rappresenta un elemento, rispettivamente l’Oscurità, la Luce, la Terra, l’Acqua, l’Aria e il Fuoco, e insieme formano Madre Natura. Fin da subito è evidente che però c’è ben poca armonia tra loro: ognuna crede di essere superiore alle altre, migliore o nel giusto e per questo i litigi tra loro sono molto frequenti e porteranno a una guerra tra uomini, angeli e demoni.

Fate è in assoluto il personaggio che mi è piaciuto di più. Nonostante rimanga misterioso e sfuggente dall’inizio alla fine, più volte mi ha fatto sorridere grazie alla sua ironia e mi è sembrato un personaggio reale, pieno di sentimenti ed emozioni.

Le sei sorelle al contrario le ho trovate molto simili tra loro, sempre pronte a sospettare l’una dell’altra, invidiose quando una di loro sembra acquisire una maggiore importanza. Mi sarebbe piaciuto un maggior approfondimento dei loro personaggi: vengono distinte per i loro poteri e il loro aspetto fisico, ma caratterialmente la differenza non si nota più di tanto se non in alcuni momenti.

Nessuna è meno importante dell’altra, se un elemento prevale sugli altri, oppure un altro viene scartato, Gaia non ha più equilibrio. E l’assenza di equilibrio equivale al caos, che a sua volta equivale alla distruzione.

Mi sarebbe piaciuto che anche i personaggi secondari (umani, angeli e demoni) che si aggiungono verso la fine fossero maggiormente approfonditi: alcuni li conosciamo solo per poche pagine, non c’è neanche il tempo per affezionarsi a loro che subito si passa e si va avanti.

Mi è piaciuta tantissimo l’idea dell’autrice di darci la possibilità di ascoltare la storia attraverso la voce di Fate. Lei è l’unica che sa davvero come sono andate le cose fin dal principio: è una narratrice onnisciente che non annoia mai, che tiene sempre alta l’attenzione attraverso il continuo dialogo con il lettore e che grazie all’ironia riesce a strappare più di un sorriso.

Originalissima è inoltre l’idea di narrare le varie vicende associando ognuna a un numero della tombola estratto da un sacchetto. Il numero sette per la creazione, il due per la divisione e il distacco, il tre per la conciliazione, il tredici per la distruzione, il dieci come realizzazione di un ciclo e cambiamento per il raggiungimento di qualcosa di più elevato.

Essendo inoltre il Destino uno dei protagonisti, non mancano profezie difficili da interpretare e prescelti che devono scoprire e accettare il loro destino. La visione del futuro è spesso un’arma a doppio taglio: se interpretata male può essere più dannosa che d’aiuto.

Il finale purtroppo l’ho trovato un po’ troppo frettoloso ed è apertissimo, ma niente paura! Questo è solo il primo libro di una serie e se la stessa Fate, il Destino, ci preannuncia che ci sarà un seguito e ci assicura che molto presto continuerà a raccontarci questa storia, non possiamo far altro che crederle, trattenere la nostra curiosità, e aspettare il prossimo libro 😉

Ringrazio Annachiara Cairoli per avermi dato la possibilità di leggere il suo libro

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