“Le bugie che cantiamo alle onde” di Sarah Underwood – Recensione

Le bugie che cantiamo alle onde di Sarah Underwood review party

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di “Le bugie che cantiamo alle onde” di Sarah Underwood, una nuova uscita che mi incuriosiva molto poiché ispirata alla mitologia greca e in particolare a un evento narrato nell’Odissea.

La mia recensione fa parte del Review Party organizzato per l’uscita del libro. Ringrazio Chiara del blog “Leggosolounaltrapagina” per aver organizzato questo evento e la casa editrice Mondadori per avermi dato la possibilità di leggerlo in anteprima.

Le bugie che cantiamo alle onde di Sarah Underwood copertina

Le bugie che cantiamo alle onde

Autrice: Sarah Underwood

Editore: Mondadori

Collana: Fantastica

Data di pubblicazione: 26 settembre 2023

Pagine: 348

Formato: copertina rigida 20,90 € – ebook 10,99 €

Genere: Fantasy mitologico

Età di lettura: Young Adult

Trama

Nel regno di Itaca ogni estate si compie un sacrificio barbaro: dodici fanciulle vengono impiccate sulla spiaggia per placare la furia del dio Poseidone. Leto è una di loro: ostinata e tenace, ha tentato fino all’ultimo di sottrarsi a quel patibolo ingiusto, ma non ce l’ha fatta. Eppure la morte non sembra troppo interessata a portarla via con sé. Infatti, la ragazza si risveglia su un’isola misteriosa, dove è accolta da Melanto, una creatura dalla bellezza soprannaturale.

È quest’ultima a spiegarle che i sacrifici di Itaca hanno origine in tempi lontani, da quando le dodici ancelle di Penelope vennero accusate di tradimento e uccise per ordine di Odisseo, e infine gettate nel mare. Un atto feroce e ingiusto che fece imbestialire Poseidone al punto che di lì in poi, come riparazione per quelle morti innocenti, pretese, ogni anno, il sacrificio di dodici fanciulle dell’isola. Una maledizione che perseguita le giovani donne di Itaca ormai da secoli. Ma esiste una possibilità per spezzarla una volta per tutte, questa maledizione: occorre uccidere l’erede al trono, il principe Mathias. Per riuscirci, Leto e Melanto dovranno entrare a far parte della corte e guadagnarsi la fiducia del ragazzo. Ma le cose non vanno come previsto.

Divisa dal crescente amore che prova sia per Melanto sia per Mathias, Leto dovrà scegliere la strada da seguire: spezzare la maledizione, rinunciando a Mathias ma salvando migliaia di vite, o lasciare che le maree del destino li sommergano tutti.

Recensione

Prima di parlarvi della trama del libro, dei personaggi e della mia opinione in merito credo che sia necessario fare questa premessa: “Le bugie che cantiamo alle onde” di Sarah Underwood non è un retelling dell’Odissea e non è nemmeno ambientato nell’antica Grecia, ma in un mondo immaginario ispirato ad essa in cui però si inseriscono anche elementi provenienti da altre epoche o da altre culture.

La maledizione delle dodici ancelle di Penelope

Il romanzo è un fantasy young adult che prende spunto da un episodio raccontato alla fine del XII libro dell’Odissea: l’impiccagione, su ordine di Odisseo, delle dodici ancelle di Penelope accusate di esserle state infedeli.

Sarah Underwood, quindi, nel suo fantasy immagina che da quel giorno, ogni anno, per placare l’ira di Poseidone i discendenti di Odisseo sono costretti a impiccare dodici fanciulle scelte dal dio. Se il sacrificio non avverrà, il mare stesso verrà a reclamarle e distruggerà ogni cosa sul suo cammino, devastando Itaca.

Leto da quando ha perso sua madre, l’ultimo Oracolo Reale di Itaca, e suo padre poco dopo, vive in solitudine. Anche se non possiede l’incredibile talento della madre, si mantiene grazie alle visioni ambigue che le sono concesse da Apollo. Forte, indipendente e ribelle, non si rassegnerà quando vedrà comparire sulla sua gola le scaglie che la contraddistinguono come una delle fanciulle scelte da Poseidone come sacrificio.

Non era della morte che aveva paura, perché da tempo si era preparata all’idea, ma di ciò che si trovava dopo di essa. Nei suoi diciassette anni aveva condotto una vita decisamente insignificante […] Nessuno l’avrebbe ricordata adesso.

Nonostante il tentativo di fuga e la determinazione, però non riuscirà a sfuggire alle guardie e alla morte: verrà impiccata e poi gettata in mare, come richiesto dalla maledizione.

Dopo mesi, il suo corpo giungerà sull’isola di Pantoù e lì si risveglierà. Grazie a Melanto, una misteriosa fanciulla che sembra aver subito la sua stessa sorte, scoprirà di essere la dodicesima vittima scelta da Poseidone per vendicarsi di Odisseo: per porre fine alla maledizione Leto dovrà uccidere il principe di Itaca. Ma è davvero questa la verità?

Lo stile e i personaggi

La storia è narrata dal punto di vista di tre personaggi: Leto, Melanto e Mathias, il principe di Itaca che alla fine è stato il mio personaggio preferito. All’inizio ho fatto un po’ fatica a leggere questo romanzo soprattutto per il distacco iniziale nella narrazione degli eventi che mi ha portato a non entrare in empatia con la protagonista. La seconda parte della storia è invece molto più bella e ho trovato il finale coinvolgente e non scontato.

Consigliato a…

“Le bugie che cantiamo alle onde” è un romanzo in cui hanno spazio l’avventura e l’azione, ma anche l’amore, che apprezzerete se lo leggerete non come un retelling dell’Odissea, ma come un fantasy ambientato in un mondo immaginario ispirato all’antica Grecia. Se lo stile all’inizio può rendere difficile sentirsi coinvolti dalla storia, andando avanti l’ho apprezzato sempre di più: è scorrevole, ricco di immagini e metafore. I personaggi sono ben caratterizzati, con i propri conflitti interiori, e il finale è commovente e per nulla scontato. Il titolo è perfetto per questa storia, soggetta ai capricci degli dei, e segnata dalle bugie che i personaggi cantano inseguendo i loro sogni e le loro speranze e cercando di sfuggire alla realtà e al dovere.

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