“L’altra metà del male” di Laura Usai – Recensione

Buongiorno lettori, oggi vi parlo di una delle nuove uscite che attendevo di più e di cui vi ho anticipato qualcosa la settimana scorsa: “L’altra metà del male” di Laura Usai, il volume conclusivo della trilogia “La Curatrice” che intreccia Mystery, Fantasy e Thriller soprannaturale.

Se volete leggere qualche anticipazione sui temi affrontati e qualche curiosità sull’autrice e sulle sue altre opere trovate a questo link il mio articolo (clicca qui), altrimenti continuate a leggere per sapere cosa ne penso de “L’altra metà del male”!

L'altra metà del male di Laura Usai copertina

Autrice: Laura Usai

Editore: autopubblicato

Data di uscita: 15 novembre 2023

Pagine: 407

Formato: flessibile 13,99 € – ebook 3,99 € – gratis con kindle unlimited

Genere: Mystery, Thriller sul soprannaturale, Fantasy

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Trama

Sono trascorsi mesi da quando Gwen e Maryon si sono ricongiunte. I tentativi di Gwen di ricucire il loro rapporto si scontrano spesso con una realtà che, al pari del potere della sorella, è fuori dal suo controllo. A sconvolgere definitivamente il loro equilibrio saranno però le notizie riportate da Peter. Sentieri dai contorni oscuri si delineano davanti alle due sorelle: decidere di percorrerli potrebbe segnare per sempre le loro esistenze.
Nella solitudine della sua casa, Judith è preda di incubi terribili. Le pagine del suo diario l’aiutano a restare ancorata alla realtà, ma al contempo le ricordano tutto ciò che ha perso. Quando il passato bussa alla sua porta, seguirlo potrebbe essere l’unica occasione per ritrovare se stessa.

Recensione

“L’altra metà del male” appare per certi tratti un seguito inaspettato, per altri la naturale evoluzione e la coinvolgente conclusione della trilogia “La Curatrice”.

Dal romanzo breve a una serie articolata

Se “Il segreto della curatrice” era un romanzo breve i cui punti di forza erano il mistero che avvolgeva i luoghi e la protagonista, la dualità dono-maledizione e l’apparente semplicità di una storia piena di segreti, già con “La donna senza nome” si poteva notare la svolta verso una storia altrettanto misteriosa ma più accurata nelle descrizioni e ricca per quanto riguarda la costruzione della trama e i personaggi.

“L’altra metà del male” prosegue in questa direzione: ai due punti di vista delle protagoniste dei precedenti romanzi, Gwen e Judith, si aggiunge quello di un terzo personaggio principale che era ancora rimasto nell’ombra: Maryon. Se quindi come me non vedevate l’ora di conoscere meglio la misteriosa sorella di Gwen, in questo volume ne avrete l’occasione 😉

Destino, maledizioni e libera scelta

Gwen e Maryon dopo la fine de “La donna senza nome” si trovano finalmente insieme, ma il loro rapporto non è mai stato così complicato. Sono sorelle, ma il legame che le unisce si sta sfaldando sempre di più: Gwen è determinata a tenere Maryon al sicuro da chi potrebbe volerla rapire e gli altri al sicuro da lei, ma Maryon desidera la libertà che le è sempre stata negata e scoprire di più sulla maledizione.

Nuove difficoltà le metteranno alla prova e divideranno di nuovo le loro strade. Riusciranno a ritrovarsi, a scoprire di più sui loro poteri e a scovare un modo per convivere con la maledizione o spezzarla?

Alla loro storia si aggiunge poi quella di Judith: rimasta traumatizzata dagli eventi accaduti alla fine del secondo volume e da un passato che non riesce a lasciarsi alle spalle, per lei non è semplice andare avanti. Gli incubi non le danno pace e ormai si è rassegnata alla propria maledizione: è davvero condannata a essere per sempre infelice e sola? La sua strada è destinata a incrociarsi ancora una volta con quella delle due sorelle: potrebbe essere questa la chiave per superare tutto ciò?

Uno dei tanti temi presenti all’interno di “L’altra metà del male” è proprio il destino: la maledizione condanna le vittime ad agire in un certo modo o esiste sempre una scelta? Esiste per ognuno un sentiero prestabilito o ciò che si crede già scritto può essere rovesciato?

Prigioni senza mura e la ricerca di sé

Ciò che emerge sempre di più durante la narrazione è che “esistono prigioni peggiori di una stanza chiusa a chiave“, mura costruite dalle paure, dai brutti ricordi, dal proprio passato, a volte costruite dagli altri, a volte inconsapevolmente erette da noi stessi.

Proprio la ricerca e accettazione di sé è un altro dei temi principali di questo libro che mette in scena, come i volumi precedenti, personaggi profondamente umani, imperfetti, insicuri, ma anche animati da una scintilla che lotta per sopravvivere accompagnata da ombre con cui i protagonisti devono imparare a convivere.

Abbassai lo sguardo. Con il tacco dello stivaletto scavai un buco nel terreno. «È patetico». «Che cosa è patetico?». La fissai. «Che Evelin non sappia più chi sia». Vera aggrottò la fronte, mi scrutò. «E tu, lo sai chi sei?». Avrei voluto risponderle prontamente, invece mi ritrovai a riflettere sulla sua domanda. Ero Maryon Pierce. Avevo diciassette anni. Ero maledetta. Cos’altro mi definiva come persona?

Anche Maryon che in passato aveva assunto una dimensione soprattutto negativa, più da antagonista che da protagonista, in “L’altra metà del male” acquisisce profondità: il confine tra giusto e sbagliato, destino e libera scelta, più che in tutti gli altri personaggi, diventa sfumato. In cerca di sé, capirà che cambiare il passato è impossibile, ma che forse il suo ruolo nel mondo può essere diverso da quello che la maledizione le ha cucito addosso.

Un altro aspetto che emerge in questo terzo libro è il rapporto tra sorelle. La conflittualità e la ricerca di un equilibrio nel rapporto tra Gwen e Maryon sono sia naturale conseguenza della loro lontananza e diversità sia metafora della contrapposizione e del bilanciamento tra vita e morte in natura. In ogni sua forma l’amore, che non può mai diventare la giustificazione delle cattiverie frutto di un sentimento non ricambiato, si delinea come una forza che spinge a superare gli ostacoli, il dolore e la sofferenza per trovare sé stessi, la propria strada e felicità.

Una storia ricca di mistero con un finale emozionante

“L’altra metà del male” è per certi versi il seguito inaspettato per il tono più dark e il ritorno di alcuni personaggi, per altri aspetti il perfetto proseguimento di “La donna senza nome” in cui ogni protagonista giunge o al proprio finale o a un nuovo inizio. Come gli altri libri, anche questo risulta molto scorrevole e coinvolgente grazie allo stile di scrittura chiaro e mai prolisso.

A una prima parte più introspettiva che porta alla luce il cuore dei personaggi, ne segue una seconda più ricca di azione e magia. Punti fermi rimangono le ambientazioni affascinanti e misteriose sempre ben descritte e suggestive, i segreti e gli inganni, l’importanza di non fermarsi alle apparenze e la determinazione dei protagonisti nel trovare sé stessi e lottare per le persone che amano e ciò in cui credono.

Temo sempre un po’ i finali, soprattutto delle serie che ho amato: non si scordano facilmente e possono ribaltare l’opinione sul resto del libro lasciando insoddisfatti o profondamente delusi. In questo caso il finale mi è piaciuto e mi ha emozionata molto, ho letto le ultime pagine in lacrime. L’epilogo, parzialmente avvolto nel mistero, tira le fila di tutta la storia e ben rispecchia l’equilibrio tra morte e vita, luce e oscurità, nella conclusione felice velata di tristezza.

Ringrazio tantissimo Laura Usai per avermi inviato una copia del libro!

I libri di Laura Usai

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