Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di “La Principessa degli Elfi – La Rivolta” di Licia Oliviero, il secondo volume della trilogia epic fantasy young adult “La Principessa degli Elfi“.

La Principessa degli Elfi
Trilogia “La Principessa degli Elfi” – Volume 1
Autrice: Licia Oliviero
Editore: autopubblicato
Data di pubblicazione della nuova edizione: 7 giugno 2024
Formato: cartaceo 15,98 € – ebook 2,99 €
Pagine: 496
Genere: Epic Fantasy
Età di lettura: young adult
Trama
L’Oscurità sembra aver vinto ed eclissato la Luce. Layra e Ally sono tenute prigioniere dal re degli Elfi Oscuri, intenzionato a sfruttarle per i propri scopi, mentre Anter è libero in un regno prostrato e in catene.
Catene che iniziano a cedere, forzate dagli Elfi della Luce ribelli che, sfuggiti ai rastrellamenti nemici, intendono riconquistare la libertà perduta e il regno.
I pericoli sono innumerevoli e la forza del nemico soverchiante, ma i tentativi dei ribelli e la determinazione di Layra condurranno a una nuova battaglia, il cui esito incerto, però, potrebbe richiedere un prezzo davvero troppo alto.
Recensione
Il paesaggio desolato che gli si apriva davanti sembrava essere il puro riflesso del suo animo, ancora proteso verso il castello che aveva lasciato soltanto poche ore prima. Ciononostante, Anter non aveva il coraggio di voltarsi, sapeva che se lo avesse fatto sarebbe tornato indietro e avrebbe vanificato tutto.
Dopo il finale ricco di tensione del primo volume, ero davvero curiosa di scoprire come i protagonisti sarebbero emersi dalla terribile situazione in cui erano precipitati. Tuttavia, devo ammettere di aver trovato la prima parte di questo seguito emotivamente complessa e pesante da digerire.

“La Principessa degli Elfi – La Rivolta” abbandona definitivamente i toni fiabeschi e di scoperta dell’esordio per trascinare chi legge in una narrazione decisamente più cupa, matura e sofferta.
Uno spiraglio di speranza tra terrore e disperazione
Anter sa di non avere altra scelta: troppo debole per fronteggiare Amos, il sovrano degli Elfi Oscuri, è costretto a fuggire e ad abbandonare le persone che ama pur di trovare un modo per salvarle. Sospeso tra terrore e disperazione, dopo le terribili prove affrontate, il ragazzo sente di aver perso il proprio scopo ora che non ha più accanto a sé Ally e Layra da proteggere.
Eppure, proprio grazie a nuovi e vecchi incontri, Anter vive una profonda maturazione: pur rimanendo fedele a sé stesso, comprende che a volte il solo trasporto emotivo non basta e che per riuscire nell’impresa ha bisogno del sostegno altrui. Soprattutto impara quanto sia fondamentale capire di chi potersi fidare. Il romanzo mostra bene come le apparenze ingannino: chi sembra un alleato a volte non lo è, mentre chi adotta un atteggiamento sospetto sta spesso solo agendo con la prudenza che ritiene più giusta.
Amava Layra, certo, la amava moltissimo, eppure non era stato in grado di proteggerla. Sapeva quanto fosse inutile continuare a tormentarsi in quel modo, eppure i suoi pensieri sembravano bloccati in un circolo vizioso da cui non credeva sarebbe riuscito a uscire.
La sezione che ho trovato più faticosa da leggere e digerire riguarda tuttavia Layra e Ally. Prigioniere di Amos in un ambiente claustrofobico e spietato, le due ragazze cercano di non arrendersi alla disperazione nonostante le continue vessazioni fisiche e psicologiche. In questo contesto brutale, il legame che le unisce diventa l’unica vera ancora di salvezza, temprandosi ancora di più di fronte alle avversità.
Il re degli Elfi Oscuri li seguì con lo sguardo. Non riusciva proprio a comprendere l’ostinazione di Layra. Ogni volta che si convinceva di averla spezzata, lei tornava a ribellarsi come e più di prima, con una nuova forza e determinazione. Tutti prima o poi cedevano, lui lo sapeva bene, lo aveva visto succedere infinite volte, eppure non riuscire a demolire quella principessa poco più che bambina cominciava seriamente a disturbarlo.
Per fortuna la speranza non le abbandona mai, persino quando la situazione sembra priva di vie d’uscita di fronte a un avversario tanto potente e crudele, apparentemente invincibile.
Il cielo blu era punteggiato di nuvole bianche e leggere e in lontananza, oltre le mura del castello, la ragazza vedeva dei prati e degli alberi in fiore. Una fitta di nostalgia la colse, era da tanto che non usciva all’aria aperta, il suo mondo si era ridotto alla stanza in cui era confinata e alla sala del trono, in cui era obbligata a recarsi quando convocata.
Le dure esperienze affrontate plasmano il carattere di Layra e Ally esattamente come accade ad Anter. Coraggiosi e determinati, messi alla prova da sfide terribili, tutti e tre capiscono che a volte è necessario fermarsi a riflettere prima di gettarsi a capofitto nella lotta. Comprendono inoltre che, quando le premonizioni non presagiscono nulla di buono, l’unico modo per non farsi schiacciare dal terrore è valorizzare e godere di ogni singolo momento concesso da trascorrere insieme.
Oltre il bianco e il nero
Ciò che ho apprezzato maggiormente di questo capitolo è il superamento della classica dicotomia tra bianco e nero. Pur mantenendo chiari i confini morali tra bene e male, l’autrice evita di cadere nello stereotipo che vorrebbe tutti gli Elfi della Luce automaticamente buoni e gli Elfi Oscuri necessariamente malvagi. Sebbene Amos incarni una crudeltà spietata, non tutti i suoi sottoposti condividono la stessa indole; allo stesso modo, tra le fila dei presunti “buoni” si nascondono traditori, figure ciniche o mosse da un cieco desiderio di vendetta. Sono le scelte individuali a definire l’eticità dei singoli, non il luogo d’origine o la natura della magia posseduta.
(Nota a margine: il personaggio di Dylan mi è stato subito simpatico e spero davvero che non si smentisca o che non faccia una brutta fine nel prossimo volume!)
Il passato ritorna
Un altro punto di forza è la gestione del passato, che ritorna costantemente sia sotto forma di memoria, sia come veri e propri fantasmi o presenze in carne e ossa. Le figure del passato influenzano le decisioni del presente e tornano in soccorso dei vivi, guidando chi amano o chi merita sostegno per proteggere il regno. Personaggi che non avrei mai creduto di incontrare nel presente di questa storia, entrano a far parte del racconto, regalando bellissimi momenti di sorpresa sia per i protagonisti sia per chi legge.
La guerra e la maledizione
“La Principessa degli Elfi – La Rivolta” si presenta dunque come un romanzo dalla struttura bipartita: una prima metà più ripetitiva, cupa e provante sul piano emotivo, e una seconda parte decisamente più scorrevole, ritmata e ricca d’azione.
A circa metà libro fa la sua comparsa la maledizione (che dà il titolo al terzo e conclusivo volume della serie) pronta a ostacolare i piani dei protagonisti proprio quando sembrano finalmente vicini a sconfiggere Amos. La crescita e la determinazione di Layra potrebbero non essere sufficienti.
Pagina dopo pagina emerge con forza un messaggio antieroico: la perdita e il dolore in guerra sono inevitabili. Nessuno scontro in questa saga porta con sé gloria o pura felicità, ma solo strascichi di sofferenza, anche di fronte a una vittoria apparente.
Non è possibile vincere una guerra, comprese la giovane principessa con amarezza. Nessuna guerra può essere vinta, perché appena muore anche una sola persona quella guerra è già persa. Nessuno ha capito che l’unico vero nemico da combattere è la guerra stessa.
Il finale regala diversi colpi di scena e sembra offrire una conclusione momentaneamente felice. Tuttavia, le parole pronunciate da Amos nelle ultime righe lasciano un’ombra d’inquietudine: l’esito ottenuto da Layra è solo temporaneo e lo scontro finale deve ancora iniziare.

Ringrazio molto Licia Oliviero per avermi inviato una copia del suo romanzo!
La trilogia “La Principessa degli Elfi”
- La Principessa degli Elfi
- La Rivolta
- La Maledizione







Grazie di cuore per questa recensione super approfondita! 💖