“Il segreto di Barbablù – Fly with the Arrow” di Sarah K.L. Wilson – Recensione

Buongiorno lettori! Amate i retelling? Oggi vi parlo di “Il segreto di BarbablùFly with the Arrow” di Sarah K.L. Wilson, fantasy ispirato a una delle mie fiabe preferite!

«Fai attenzione a non andartene in giro da sola» si raccomandò, posando la sua mano calda sulla mia guancia. «Non vogliamo che i Wittenbrand ti portino via.»
«Sai che sono solo favole.» […] A me interessavano i fatti e la logica, non le superstizioni e le leggende.
«A volte le favole sono vere» commentò lei, baciandomi di nuovo.

Il segreto di Barbablù - Fly with the Arrow di Sarah K.L. Wilson - copertina

Fly with the Arrow

Quadrilogia “Il segreto di Barbablù” – Volume 1

Autrice: Sarah K.L. Wilson

Editore: Sága Edizioni

Collana: Baba Jaga

Data di pubblicazione: 8 settembre 2022

Formato: flessibile 14,90 € – ebook 3,99 € – gratis con kindle unlimited

Pagine: 388

Genere: high fantasy

Età di lettura: young adult

Trama

Se qualcuno le avesse mai spiegato la legge più importante della Corte, ovvero la Legge del Saluto, le cose per lei sarebbero andate di certo diversamente. Quando Barbablù arriva a reclamare una moglie mortale e lei non solo lo saluta, ma perfino lo accoglie, diventa la sua sedicesima moglie. Si trova così di colpo lontana da casa e trascinata nelle terre del Wittenhame, dove diviene parte di un gioco che si svolge ogni duecento anni e che determina il destino delle nazioni. Ma non tutto è quello che sembra. Non nella sua patria di Pensmoore. Non nel Wittenhame e certamente non nel suo nuovo matrimonio.

Recensione

“Fly with the Arrow” è il primo volume della tetralogia “Il segreto di Barbablù” di Sarah K.L. Wilson, una serie fantasy che ero molto curiosa di iniziare poiché ha per protagonisti i Fae ed è ispirata a una delle fiabe che più mi avevano colpito da bambina.

A volte le favole sono vere

La storia è narrata in prima persona dal punto di vista di Izolda, una ragazza di diciannove anni che fa parte di una piccola famiglia guerriera che vive ai confini estremi del territorio del Re. In occasione del Ballo di Presentazione della principessa, suo padre spera di trovarle un buon marito. Izolda è spaventata dalla prospettiva di sposare uno sconosciuto, ma è anche pronta a rinunciare all’idea romantica di innamorarsi e vivere una storia d’amore travolgente per il bene della sua famiglia. Dopotutto è una donna pragmatica che da tempo ha smesso di credere alle favole e alle leggende.

Al castello, però, tutti temono le storie sui Wittenbrand, esseri bellissimi, arroganti e superbi. Si racconta che rapiscano i bambini dalle culle e portino via le donne per farne le loro mogli e che molti anni prima hanno rapito proprio la principessa al Ballo di Presentazione.

I Wittenbrand erano incredibilmente belli, di quella bellezza che possiedono i giorni più freddi dell’inverno: perfetti, fragili e mortali. Si intrufolarono silenziosamente a corte e, altrettanto silenziosamente, li accogliemmo.

Izolda pensa che siano solo delle leggende, ma dovrà ricredersi quando al ballo si presenteranno proprio i Wittenbrand e uno di loro la sceglierà. Egli la costringerà a diventare la sua sedicesima moglie e a seguirlo nel mondo magico, misterioso e bizzarro in cui abitano i Wittenbrand. Lui (soprannominato Barbablù da Izolda) corrisponde fisicamente all’uomo bellissimo di cui ha sempre immaginato di innamorarsi perdutamente con quel sorrisetto compiaciuto e irriverente sempre sul volto, ma è anche il mostro dalla barba blu che l’ha ingannata affinché fosse costretta a sposarlo e più starà con lui più le domande cresceranno. Dove la sta portando? Perché l’ha rapita e dove sono finite le sue precedenti mogli? Ma soprattutto qual è il segreto che nasconde ed è davvero un mostro?

I protagonisti: Izolda e Barbablù

Izolda mi è piaciuta molto come protagonista per la forza, il coraggio, l’intelligenza, la schiettezza e la determinazione. Costretta ad essere una pedina prima dalla società maschilista in cui vive e poi dalla maledizione che la lega a Barbablù, non accetta quel ruolo.

Non ero un gingillo con il quale divertirsi una sera e poi gettarlo via. Ero piuttosto simile a una spada nuziale, da indossare con onore per tutta la vita.

L’ho trovata, invece, un po’ irritante per il suo pragmatismo e l’eccessiva razionalità.

Barbablù, invece, soprattutto all’inizio, sembra completamente pazzo. Non si capisce cosa voglia e si comporta in modo ambiguo è contrastante; parla inoltre per indovinelli ed enigmi.

«Rispondi al mio indovinello, bella mortale. Cos’è che ti tiene in attesa, fin quando non muore?»
«La speranza?» domandai.
Lui ridacchiò compiaciuto. «Una risposta migliore della mia. Io stavo per dire ‘i re’. Possiamo procedere con questa cerimonia?»

L’ho trovato un personaggio molto intrigante proprio per il suo essere imprevedibile e per quel suo essere sempre sul confine tra bene e male. A volte è crudele, astuto e freddo, altre dolce, leale e protettivo, è attratto da Izolda per il suo coraggio e la sua intelligenza; ci si chiede se sia davvero malvagio, se non faccia parte di un gioco più grande di lui, se forse le sue azioni, per quanto terribili, non siano giustificate in qualche modo. Man mano che si procede con la lettura è sempre più difficile considerarlo un mostro. Non vedo l’ora di scoprire di più su di lui nei prossimi volumi.

Enemies to lovers

«Tu hai me e io ho te, ma ti sto offrendo di più. Corri il rischio insieme a me, offrimi la tua vita, e io ti donerò me stesso, al di là di ogni promessa o patto. Ti donerò il mio cuore, la mia mente e la mia anima»

Come ci si può aspettare, “Fly with the Arrow” è un enemies to lovers: Izolda e Barbablù sanno che per il loro bene non dovrebbero provare nulla, se non l’odio, l’uno per l’altro, ma c’è subito tanta chimica e attrazione tra i due. Il loro rapporto è inoltre ostacolato da una maledizione che grava su di loro una volta sposati:

La maledizione consiste in questo: io non posso dirti neanche una parola di giorno e tu non puoi dirmi neppure una parola di notte, altrimenti l’incantesimo verrà spezzato e, insieme ad esso, finirà al nostro matrimonio. […] E se viene scatenata la maledizione, dovrò compiere tutti gli orrori che ti ho appena elencato.

Come avevo già però constatato in “Phoenix Heart”, l’autrice è bravissima a far parlare i personaggi attraverso i loro gesti ed espressioni e tramite l’utilizzo di qualche astuzia i due riescono a conversare aggirando la maledizione.

Worldbuilding e differenze con la fiaba di Perrault

Il worldbuilding non è particolarmente approfondito in questo libro (e non posso dire molto per non spoilerare la trama), ma è affascinante e bizzarro per certi aspetti, un po’ come quello di “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll. Spero di conoscere meglio questo mondo nei prossimi volumi, si intuisce che c’è molto di più da scoprire. La magia ha inoltre un ruolo centrale e ha sempre un prezzo che chi la detiene deve pagare.

La scrittura è scorrevole e leggera e mi è piaciuta molto; ci sono scene che a pensarci dovrebbero essere disgustose e che invece strappano un sorriso. Ci sono, però, alcune ripetizioni (ad esempio non so quante volte sia detto che Barbablù ha gli occhi come quelli di un gatto) e imprecisioni nel testo e non ho ben capito la scelta dell’autrice di riempire la parte iniziale di spoiler.

Il ritmo narrativo è veloce; solo la parte iniziale è un po’ più lenta e incentrata sui pensieri della protagonista e le leggende che riguardano i Wittenbrand, ma una volta che la storia prende il via è impossibile non esserne completamente catturati. La parte che ho preferito è quella ambientata nel mondo fatato dove vive Barbablù, un luogo dove hanno un ruolo fondamentale i sognatori e l’immaginazione.

«È impossibile vivere con una tale carenza d’immaginazione. […] È, semplicemente, sopravvivere.»

“Fly with the Arrow” non è un copia-incolla della fiaba originale, ma un retelling che prende spunto dalla fiaba e poi prende sempre di più le distanze. Rispetto alla fiaba, ad esempio, è meno horror (la stanza delle mogli è più misteriosa e inquietante che raccapricciante) e nessuno vuole sposare Barbablù non perché disgustati dal colore della sua barba (i Wittenbrand sono bellissimi), ma “solo” perché non si sa che fine abbiano fatto le sue precedenti mogli e si dice che i Wittenbrand sono malvagi.

Bellissima edizione cartacea

Se siete indecisi se comprarlo in ebook o cartaceo io vi consiglio di comprare l’edizione in copertina flessibile: è davvero bellissima! La copertina scelta da Sága Edizioni è secondo me perfetta e più bella dell’originale inglese. Anche l’interno è stupendo: le prime pagine del libro e l’indice sono con scritte e decorazioni bianche su sfondo nero e tra un capitolo e l’altro ci sono i divisori con illustrazione bianco su nero. La prima pagina di ogni capitolo è inoltre decorata.

Consigliato a…

“Fly with the Arrow” è un libro che vi consiglio se amate i fantasy un po’ fiabeschi e bizzarri, con tanta magia, mistero, azione e intrighi e qualche sfumatura horror e romance. Nonostante l’apparente semplicità, ho trovato questa storia molto coinvolgente e per nulla prevedibile: il finale mi ha davvero sorpresa e ora ho assolutamente bisogno del prossimo volume!

Un giorno è qualcosa di prezioso. Chi può dire quanti te ne sono stati assegnati? È facile sprecarli per delle sciocchezze, per poi renderti conto troppo tardi di aver consumato tutti i tuoi giorni preziosi per qualcosa che non aveva alcun valore.

Ringrazio tantissimo Sága Edizioni per avermi inviato una copia del libro!

La tetralogia “Il segreto di Barbablù”

“Fly with the Arrow” è il primo volume della tetralogia “Il segreto di Barbablù” di Sarah K.L. Wilson, composta da:

  1. Fly with the Arrow
  2. Dance with the Sword
  3. Give Your Heart to the Barrow
  4. Die with your Lord

I prossimi volumi saranno presto pubblicati in italiano da Sága Edizioni!

L’autrice: Sarah K. L. Wilson

Autrice Usa Today Bestselling. Scrive YA fantasy di cuore, sulle piccole persone nei grandi mondi, in piedi contro l’oscurità, che rifiutano di tirarsi indietro.

Sito dell’autrice: BRIGHT FANTASY FOR A DARK WORLD | sarahklwilson

Instagram: @sarahklwilson

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