“Il problema è che ti amo” è uno dei miei libri preferiti di Jennifer L. Armentrout. La storia dei due protagonisti mi ha commossa e colpita per la sua dolcezza e la sua forza.

Il problema è che ti amo
Autrice: Jennifer L. Armentrout
Editore: TEA
Collana: Tea più
Data di uscita: 14 febbraio 2019
Pagine: 444
Formato: flessibile 9,00 € – ebook 5,99 €
Genere: Romance
Età di lettura: young adult, adulti
La mia esperienza di lettura: letto in cartaceo
Trama dell’editore
Da quattro anni, il silenzio è lo scudo che la protegge dal resto del mondo. Circondata dall’affetto dei nuovi genitori adottivi, Mallory Dodge ha cercato di superare i traumi del passato, di convincersi di non avere più bisogno di essere invisibile, ma le cicatrici dell’anima bruciano ancora e non le permettono di dimenticare. Ecco perché dover frequentare l’ultimo anno di liceo in una scuola pubblica, dove sarà costretta a uscire dal guscio, la terrorizza. Tuttavia è proprio a scuola che accade l’inaspettato: tra i suoi nuovi compagni c’è Rider Stark, l’unico raggio di sole nella sua infanzia da incubo, il ragazzo che in più di un’occasione l’ha protetta dalla violenza del padre affidatario. Rider però è cambiato: ha un atteggiamento arrogante, una pessima reputazione e pare che sia invischiato in una rete di cattive compagnie. Anche se, dietro quella maschera da sbruffone, Mallory riconosce ancora il suo eroe d’un tempo… un eroe per di più molto affascinante. Eppure gli anni trascorsi lontano da Mallory hanno segnato profondamente Rider, che ben presto si troverà davvero nei guai. E Mallory sarà la sola a poter fare la differenza. Ma riuscirà a far sentire la propria voce e a battersi per il ragazzo che ama, o la paura la farà tacere per sempre?
Recensione
Trama e personaggi
“Il problema è che ti amo” di Jennifer L. Armentrout è un libro dolce e forte allo stesso tempo che tratta un tema delicatissimo come quello degli abusi sui bambini.
Mallory è un’orfana che ha avuto un’infanzia molto difficile in cui l’unica persona che le ha mai voluto bene è stata Rider Stark, un bambino di soli sei mesi più grande di lei che in molte occasioni l’ha protetta dal padre affidatario violento. A seguito di un tragico evento all’età di tredici anni vengono separati e mandati in due differenti case famiglia.
Mallory viene adottata da due medici che le offrono una vita agiata e ottime prospettive per il futuro. La sua nuova famiglia è apparentemente perfetta, che cosa potrebbe mai mancarle ora che ha la famiglia che ha sempre sognato? A diciassette anni, però, fa ancora fatica a rapportarsi con le persone e il muro di silenzio che ha costruito da bambina per proteggersi è ancora in piedi. Mallory vorrebbe essere come tutte altre ragazze della sua età e vivere davvero, fuggire da quella gabbia che le è sempre più stretta. Dopo anni in cui ha evitato il più possibile ogni contatto umano decide quindi di frequentare l’ultimo anno di liceo in una scuola pubblica. Lì inaspettatamente incontrerà di nuovo Rider, ma quel ragazzo sarà ancora lo stesso bambino di tanti anni prima? Il tempo può cambiare le persone e Rider e Mallory dal momento della separazione hanno vissuto due vite completamente diverse.
Temi
In questa storia fortissima è la critica verso la gente che, piena di pregiudizi, giudica le persone senza conoscerle davvero. Mallory e Rider infatti sono entrambi vittime di questa mentalità: Mallory è considerata stupida dai più perché ha difficoltà a parlare e a gestire i rapporti con gli altri a causa del suo passato traumatico, mentre Rider è ignorato, poiché molti credono che essendo un ragazzo in affido e senza soldi non potrà mai combinare nulla di buono nella vita.
Piena di significato è la storia de “Il coniglietto di velluto” di Margery Williams, favola che Rider leggeva a Mallory quando erano bambini e che più volte viene citata nel libro che racchiude perfettamente l’anima di questo libro.
L’importante è essere sé stessi ignorando i pregiudizi degli altri e le loro aspettative; così dice il cavallino di cuoio al coniglietto di velluto che ha paura di diventare “vero” e di essere amato:
“Quando sei vero, non puoi essere brutto, se non per quelli che non capiscono”
e come riassume perfettamente Ryder:
“essere veri può fare male. Essere amati può essere doloroso. È così che è fatta la vita, e il contrario è inimmaginabile.”
“Il problema è che ti amo” di Jennifer L. Armentrout è un libro che rimarrà per sempre uno dei miei preferiti e in cui tutti possono rispecchiarsi, perché alla fine siamo un po’ tutti come il coniglietto, come dice l’autrice
“tutti noi, in fin dei conti, vogliamo soltanto essere veri ed essere amati”
P.S. Il coniglietto che vedete nella foto di Instagram qui sotto è stato il mio primo peluche e quello a cui sono rimasta più affezionata, è un po’ spelacchiato e rovinato, ricucito più volte. Quando ho letto la favola ho subito pensato a lui.








