
Buongiorno lettori! Avete già sentito parlare di questo libro? Scommetto di sì. “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley è uno dei più famosi romanzi distopici del Novecento, assolutamente imperdibile per gli amanti di questo genere.
Ve ne parlo in occasione del Review Party organizzato da Eynys Paolini Books in collaborazione con la Mondadori per l’uscita della nuova edizione illustrata di questa opera.

Il mondo nuovo. Ritorno al mondo nuovo. Edizione Illustrata
Autore: Aldous Huxley
Editore: Mondadori
Collana: Oscar draghi
Data di pubblicazione: 25 agosto 2020
Pagine: 480
Formato: rilegato 28,00 € – ebook 11,99 €
Età di lettura: adulti
Genere: distopico fantapolitico antitotalitario – saggio
Illustrato da Giuseppe Palumbo
Tradotto da Lorenzo Gigli e Luciano Bianciardi
Copia ricevuta dalla casa editrice
Trama dell’editore
Scritto nel 1932, “Il mondo nuovo” è un romanzo dall’inesausta forza profetica ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi da fame, guerra, malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. In cambio del benessere fisico, però, devono rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento, a ogni manifestazione della propria individualità. Al romanzo seguono la prefazione all’edizione 1946 del “Mondo nuovo” e la raccolta di saggi “Ritorno al mondo nuovo” (1958), nelle quali Huxley tornò a esaminare le proprie intuizioni alla luce degli avvenimenti dei decenni centrali del Novecento. In questa edizione incubi e ossessioni prendono corpo nei disegni di Giuseppe Palumbo.
Recensione
La prefazione all’edizione 1946 de “Il mondo nuovo”
La nuova edizione de “Il mondo nuovo” si apre con la “Prefazione all’edizione 1946 del Mondo nuovo“, una decina di pagine scritte dopo la prima pubblicazione dell’opera avvenuta nel 1932 in cui l’autore commenta la sua opera e ne evidenzia alcuni difetti e mancanze. “Il mondo nuovo” è infatti un libro sul futuro e come tale ciò che è raccontato deve essere plausibilmente avverabile: nel decennio passato però ci sono stati diversi avvenimenti che Huxley non aveva previsto e così egli commenta in modo critico la sua stessa opera.
La prefazione è molto interessante e ci permette di conoscere come in pochi anni il pensiero di Huxley sia in parte mutato e cosa pensasse della sua opera. In questa edizione la prefazione è posta prima del romanzo “Il mondo nuovo”: essendo un commento all’opera è secondo me preferibile leggerlo dopo la lettura del romanzo per comprenderlo al meglio e soprattutto per non spoilerarsi temi e personaggi che compariranno nel libro.
Il mondo nuovo
Alla prefazione segue l’opera principale: “Il mondo nuovo”. Scritto nel 1932, è un romanzo distopico fantapolitico totalitario, lungo poco meno di 300 pagine.
Nell’anno di Ford 632 (corrispondente al 2540 d.C.), non esistono più nazioni ma un unico stato chiamato lo Stato mondiale. In tutto il mondo civilizzato si parla un’unica lingua, non ci sono malattie, non ci sono guerre e conflitti e apparentemente tutti hanno ciò di cui hanno bisogno, tutti sono felici. Il motto planetario è “Comunità, Identità, Stabilità“.
Ma qual è il prezzo per la pace e la felicità presenti in questo futuro?
Nel primo capitolo seguiamo un gruppo di studenti condotti nel “Centro di incubazione e di condizionamento di Londra Centrale” dal direttore che ci spiega come l’organizzazione della società e come la stabilità e la pace nel mondo vengano mantenuti.
Ciò che si scopre è scioccante. Il principio della produzione in serie applicato per la prima volta nelle industrie automobilistiche di Ford per la produzione del “Modello T” è ora applicato alla biologia. Nel mondo civilizzato nessuno ha più un padre e una madre: tramite il processo Bokanovsky che permette di creare fino a 96 gemelli, uomini e donne vengono prodotti in serie come oggetti. Essi sono suddivisi in cinque classi sociali denominate con le prime cinque lettere dell’alfabeto greco, dove gli alfa sono gli individui migliori dal punto di vista fisico e psichico, mentre gli epsilon sono i peggiori e vengono creati per svolgere i lavori più umili.
Tutti gli uomini appartenenti alle cinque classi sociali sono importanti per il mantenimento della stabilità, ognuno è un ingranaggio della società, creato per uno scopo predefinito, condizionato perché non desideri nulla più di quello che ha e sia felice qualunque sia il suo compito.
Il condizionamento avviene durante l’infanzia tramite l’ipnopedia, ovvero lezioni ripetute durante il sonno, e il riflesso condizionato, creato tramite esperienze piacevoli e dolorose. La moralità e i desideri degli uomini vengono plasmati in modo che essi siano naturalmente conformi alla stabilità. I desideri devono essere facilmente realizzabili in modo che gli individui siano felici e tali desideri devono inoltre sostenere l’economia.
Qual è dunque il prezzo per questa società perfetta? La libertà individuale, i sentimenti, le emozioni, tutto ciò che ci rende umani.
“Ognuno appartiene a tutti gli altri“. Le persone sono parte della società, non esistono la famiglia e la monogamia, perché non ci deve essere distinzione tra pubblico e privato.
Gli esseri umani vengono creati perché siano delle macchine, ingranaggi perfetti della società, che non temono la morte e che potranno facilmente essere sostituiti al giungere di quest’ultima. Qualsiasi sentimento o emozione è causa di un possibile turbamento dell’equilibrio, per questo non appena sopraggiungono essi vengono soppresse tramite l’assunzione del soma, una droga senza alcun effetto negativo sul corpo umano e che induce a un istantaneo senso di appagamento.
Nel romanzo troviamo la contrapposizione tra gli individui perfettamente integrati nella società, i “semiaborti“, ovvero coloro che hanno subito errori di condizionamento e che quindi, pur facendo parte della società, provano un senso di solitudine e disagio, e i “selvaggi“, ovvero coloro che vivono in aree che per condizioni climatiche o geologiche non valeva la pena di civilizzare.
Da Londra infatti partiremo con Bernard e Lenina per il Nuovo Messico, una delle Riserve di selvaggi, dove ancora gli uomini non vengono prodotti ma hanno dei padri e delle madri, dove cantano e ballano, temono la morte, si ammalano, invecchiano, credono in una divinità. E cosa succede quando uomini incapaci di amare incontrano un selvaggio appassionato degli scritti di Shakespeare?
Questo è il prezzo con cui dobbiamo pagare la stabilità. Bisogna scegliere tra la felicità e ciò che una volta si chiamava la grande arte. Abbiamo sacrificato la grande arte
Ritorno al mondo nuovo
In questo saggio scritto nel 1958 Huxley argomenta i temi trattati ne “Il mondo nuovo” e confronta la società descritta nel romanzo con quella di quel tempo: stupisce quanto tutto ciò che ha scritto sia ancora attuale.
Huxley afferma che la crescita incontrollata della popolazione, insieme alla superorganizzazione, è il pericolo più grande nella società poiché proprio quando le risorse disponibili non sono sufficienti a soddisfare i bisogni di tutti, la popolazione è scontenta e la stabilità viene meno.
L’eccesso di popolazione porta al disagio economico e sociale. Il disagio a sua volta chiede maggior controllo da parte dei governi centrali, maggior potere nelle loro mani. Mancando una tradizione costituzionale, è assai probabile che questo maggior potere si eserciti in forme dittatoriali.
Si chiede quindi quali metodi possano essere applicati per il controllo delle nascite e di quanto le opinioni a riguardo possano cambiare a seconda che il discorso sia dal punto di vista puramente biologico o si segua una morale.
Espone poi il proprio timore riguardo la sempre maggiore concentrazione e la centralizzazione del potere dovute al progresso della tecnologia che inoltre ha reso la vita dell’uomo più frenetica e meno felice rispetto al passato: la società contemporanea tende a trasformare l’uomo in un automa invece che dare spazio alla sua creatività.
Tratta di come possano esistere forme più sottili di condizionamento e controllo rispetto a quelle usate ne il mondo nuovo, di come queste vengano utilizzate dai politici e nella pubblicità e di come queste tecniche potrebbero evolversi in futuro fino a diventare perfino più efficaci di quelle descritte ne “Il mondo nuovo”.
Oggi l’arte del controllo dei cervelli sta diventando una scienza
Esiste dopotutto potere più grande e terribile di quello di poter manipolare tutti gli altri a proprio piacimento?
Il libro si conclude con “Il mondo nuovo e i suoi “ritorni” di Alessandro Maurini che commenta e spiega ancora una volta i temi presenti nel romanzo e nel saggio.
“Il mondo nuovo. Edizione illustrata”: un libro meraviglioso in un’edizione completa e da collezione
Il sovrappopolamento, il controllo delle nascite, la scarsità di risorse, la manipolazione attraverso i media, la superorganizzazione e l’influenza del progresso della tecnologia sulle nostre vite sono temi quanto mai attuali che rendono questo libro valido oggi tanto quanto lo era quasi cento anni fa. L’uomo in fondo forse è sempre lo stesso e i problemi di allora sono ancora i problemi di adesso. Molto probabilmente il futuro immaginato da Huxley non si avvererà mai (per fortuna!), ma ciò non lo rende il libro meno credibile e d’impatto.
Il romanzo “Il mondo nuovo” e il saggio “Ritorno al mondo nuovo” sono opere che fanno pensare e riflettere attentamente sul mondo di ieri, di oggi e sul futuro che ci attende, su ciò che possiamo fare affinché quest’ultimo sia il più distante possibile da quello immaginato da Huxley.
Nel romanzo i personaggi principali sono ben caratterizzati, ma ciò che cattura di più è il “nuovo mondo” creato dall’autore capace di rubare la scena anche alla trama. Spaventa e colpisce nel profondo, ci si rende conto di quanto la perfezione a cui tendiamo può diventare il nostro peggiore incubo. Tutto dipende da ciò che riteniamo importante: da un punto di vista scientifico la società descritta da Huxley è perfetta, ma l’omologazione necessaria per il suo raggiungimento porta all’annullamento dell’individuo. Sareste davvero disposti a rinunciare a voi stessi, alle vostre passioni, ai sentimenti e alle emozioni solo per avere una vita tranquilla e sicura?
Non è una lettura semplice né veloce, lo stile di Huxley non è difficile, tuttavia la narrazione a tratti può risultare pesante e lenta. Non è da leggere distrattamente, solo qualche pagina prima di andare a dormire. Non è da leggere con leggerezza, è ricco di contenuti e complesso per i temi trattati e l’accuratezza con cui vengono affrontati dall’autore.
Questa nuova edizione è un libro completo con tutti gli scritti legati a “Il mondo nuovo”, impreziosita dalle illustrazioni in bianco e nero geometriche ed essenziali che separano opere e capitoli e quelle a colori che per ora ho solo intravisto.
A chi lo consiglio dunque? Se avete già letto queste opere e volete una meravigliosa edizione de “Il mondo nuovo”, allora questo drago è ciò che state cercando! Se amate i distopici e non avete ancora letto questo libro non potete assolutamente farvelo sfuggire!

Review Party
Vi lascio qui sotto il calendario con i nomi dei blog che hanno partecipato con me a questo Review Party. So che siete curiosi di conoscere anche le loro opinioni… Andate a dare un’occhiata, troverete tanti altri articoli interessanti!
Ringrazio Eynys Paolini Books e la Mondadori per aver organizzato questo evento.









