“I pirati dell’oceano rosso” di Scott Lynch – Review Party

Buongiorno lettori! Continua il Review Party dedicato a “The Gentleman Bastard Sequence”; oggi vi parlerò del secondo volume di questa serie, “I pirati dell’oceano rosso”. Se non avete ancora letto la mia recensione del primo libro, “Gli inganni di Locke Lamora“, cliccate qui per recuperarla 😉

Questa recensione fa parte del Review Party organizzato da Evelyn del blog “The Golden Reader” in collaborazione con la casa editrice Mondadori. In fondo all’articolo trovate il calendario dell’evento con le date e i nomi dei blog partecipanti.

I pirati dell’oceano rosso

The Gentleman Bastard Sequence – Volume 2

Autore: Scott Lynch

Editore: Mondadori

Collana: Oscar fantastica

Data di uscita: 1 dicembre 2020

Pagine: 720

Formato: flessibile 18,00 € – ebook 9,99 €

Genere: fantasy

Età di lettura: adulti

Trama dell’editore

Dopo un violento combattimento con la malavita che li ha quasi uccisi, Locke e il suo fedele compare Jean fuggono dalla città in cui sono nati e approdano agli esotici lidi di Tal Verrar per curarsi le ferite. Ma neppure all’estremità occidentale del mondo civilizzato possono riposare, e presto tornano a dedicarsi a ciò che sanno fare meglio: rubare ai ricchi e intascare il ricavato. Questa volta il loro obiettivo è oltremodo ambizioso: la torre di Peccapicco, la casa da gioco più esclusiva e più sorvegliata che ci sia. I suoi nove piani attirano una clientela facoltosa, e per giungere fino alla cima servono buon credito, comportamenti bizzarri… e un gioco semplicemente impeccabile. Perché c’è una sola regola importante che Requin, lo spietato padrone di Peccapicco, fa rispettare rigorosamente: chi bara avrà la morte. Per nulla intimoriti, Locke e Jean hanno elaborato una strategia che comprende bugie, trucchi e inganni per tutti e nove i piani… su su fino al favoloso caveau di Requin. Sotto mentite spoglie, compiono la loro meticolosa ascesa verso un obiettivo ormai vicinissimo… Ma qualcuno a Tal Verrar ha scoperto il loro segreto. Qualcuno giunto dal passato, che ha tutte le intenzioni di far pagare ai due sfacciati malviventi i crimini commessi. Ora avranno veramente bisogno di ogni grammo di astuzia per salvare le loro anime prezzolate. E potrebbe non bastare…

Recensione

Il prologo

Il prologo anche questa volta è in grado di catturare subito la nostra attenzione. In un tempo indefinito della storia, troviamo Locke e Jean con le balestre puntate contro due aggressori che a loro volta li minacciano allo stesso modo. La situazione sembra completamente in stallo fino a quando anche Jean punta la balestra contro la fronte di Locke.

Locke fissava incredulo, a bocca spalancata, la punta rivestita d’acciaio del quadrello di Jean. Intorno a lui, il mondo si ridusse a quel puntino lucente, animato dai riflessi arancioni dell’inferno di fuoco che infuriava alla fonda alle sue spalle. «Non riesco a crederci. Proprio…»

Locke all’inizio non riesce ad accettare che il suo migliore amico possa averlo tradito, ma presto all’incredulità sua e anche nostra si sostituisce la paura. Che cosa ha combinato Locke perché Jean gli voltasse le spalle? Che cosa è successo perché si arrivasse a tanto?

Il prologo si interrompe esattamente così e come ne “Gli inganni di Locke Lamora”, anche nella prima parte de “I pirati dell’oceano rosso” la storia è un continuo intreccio tra passato e presente.

L’intreccio tra passato e presente

Da una parte ritroviamo Locke e Jean poco tempo dopo la fine degli eventi del primo libro. Locke è ferito non solo nel corpo, ma anche e soprattutto nell’anima. Non riesce ancora a superare la morte dei suoi amici che per lui erano anche la sua famiglia. Si sente in colpa e la vendetta che ha ottenuto non ha alleviato in alcun modo il suo dolore.

«E mi mancano» disse, con la voce ridotta quasi a un sussurro. «Dei, mi mancano. È colpa mia se sono morti. Non posso… Non lo sopporto…»

Locke è molto diverso dalla persona che abbiamo conosciuto. Vuole morire e lasciarsi andare, ma Jean non ha alcuna intenzione di abbandonarlo. A Vel Virazzo Jean cerca di ricostruire una nuova banda di ladri e allo stesso tempo di prendersi cura dell’amico e fargli tornare la voglia di vivere. Le cose non andranno però come aveva progettato…

Due anni dopo ritroviamo infatti Jean e Locke a Tal Verrar in un casinò, la torre di Peccapicco, impegnati a giocare e naturalmente a barare. Non è però barando che stanno stanno cercando di mettere su una fortuna, quello infatti è solo un mezzo per attirare l’attenzione di qualcuno e mettere a segno il colpo grandioso che hanno progettato.

Tutto sembra filare liscio finché, come tutti ci aspettiamo, le cose si complicano. La situazione politica a Tal Verrar è piuttosto difficile. Tra i Priori, gli uomini che formano il Consiglio che governa la città, e l’Arconte, l’uomo che detiene la forza militare, non corre buon sangue. I primi vogliono la pace così che prosperi il commercio e si incrementino le loro ricchezze, il secondo desidera una guerra così che gli vengano concessi tutti i poteri e il Consiglio possa essere eliminato.

L’Arconte, grazie all’aiuto dei Maghi di Karthain che hanno tutta l’intenzione di vendicarsi dei due ladri, metterà le mani su Locke e Jean e li costringerà ad agire per lui somministrandogli con l’inganno un veleno molto raro: i due protagonisti per avere in cambio l’antidoto dovranno provocare una guerra tra i pirati e Tal Varrar. Come possiamo immaginare, Locke e Jean non si arrenderanno. Anche questa volta elaboreranno e metteranno in atto un piano dopo l’altro per salvare le loro vite e vendicarsi dell’uomo che li sta usando.

«Voi siete ladri. Vi sto offrendo un’occasione di rubare la storia stessa.»

Il colpo a Tal Verrar e le avventure con i pirati

La prima parte del libro, all’incirca le prime 300 pagine, l’ho trovata pesante e prolissa. Avrei preferito che l’autore non intrecciasse continuamente il passato con il presente, ma che raccontasse questa storia in modo più lineare. I fatti a Vel Virazzo e a Tal Verrar non mi hanno coinvolta particolarmente; il continuo intreccio inoltre mi ha dato per buona parte del libro l’impressione che gli eventi fossero narrati l’uno dopo l’altro senza una logica. Credo che l’autore abbia compiuto questa scelta per alimentare ancora di più la nostra curiosità, ma nel mio caso non è stato così. Per fortuna alla fine del libro tutto acquisisce un senso e anche le cose che sembrano più insignificanti, in realtà un significato ce l’hanno.

La seconda parte in cui seguiamo Locke e Jean per mare come pirati è la parte che ho trovato più coinvolgente e interessante.

«Quando si va per mare, due sono le cose indispensabili per aver fortuna. Anzitutto, si va incontro a un tremendo destino se si porta in mare una nave senza almeno un ufficiale donna. […] In secondo luogo, è jella micidiale salpare senza gatti a bordo. […] Se sulla nave ci sono donne e gatti, avrete la miglior fortuna che si può sperare.»

L’autore è riuscito a rappresentare perfettamente ogni aspetto di quella vita e a rendere la seconda parte del libro estremamente interessante e coinvolgente. Mi è piaciuto tantissimo il modo in cui ha adattato il gergo marinaresco al mondo immaginario in cui è ambientata questa storia. La costruzione del worldbuilding è accuratissima e tutto quanto appare del tutto verosimile, anche gli elementi più strani.

Ogni cosa è descritta nei minimi dettagli come nel primo volume di questa serie, ancora una volta i momenti più drammatici si intrecciano con momenti più leggeri e divertenti. L’ironia non manca mai e i personaggi sono il punto forte anche di questo libro. Locke rimane sempre il mio preferito, il rapporto speciale tra Locke e Jean nato e cresciuto negli anni che hanno passato insieme, la loro amicizia è una delle cose che ho apprezzato di più.

«Chi diavolo sei tu per farmi prediche, Locke? Prima insisti che io rimanga nonostante l’autentico pericolo che costituisco per te, e ora mi preghi di tradirti per guadagnarci qualcosa? Vaffanculo. Tu sei dieci pinte di follia dentro un bicchiere da una pinta.»

“I pirati dell’oceano rosso” mi è piaciuto meno del primo volume di questa serie, “Gli inganni di Locke Lamora”, ma è comunque un libro che mi ha intrattenuta dall’inizio alla fine, ricco di colpi di scena che hanno saputo sorprendermi. Anche qui le vicende riguardanti Tal Verrar e i pirati giungono a una conclusione, ma il finale è molto aperto e invoglia ad iniziare subito il seguito. “I pirati dell’oceano rosso” mi è sembrato per diversi aspetti un libro di transizione tra il primo e il terzo (gli interrogativi lasciati dal primo volume non hanno ancora trovato risposta) e per questo ho grandi aspettative per il terzo volume di questa serie, “La repubblica dei ladri“.

Review Party

Vi lascio qui sotto il calendario del Review Party! Io vi aspetto il 31 gennaio per la recensione del terzo volume di questa serie, “La repubblica dei ladri”!

Ringrazio Evelyn del blog The Golden Reader per aver organizzato questo Review Party e la casa editrice Mondadori per la copia fornita

The Gentleman Bastard Sequence

  1. Gli inganni di Locke Lamora (2020) – The Lies of Locke Lamora (2006)
  2. I pirati dell’oceano rosso (2020) – Red Seas under Red Skies (2007)
  3. La repubblica dei ladri (2020) –The Republic of Thieves (2013)
  4. The Thorn of Emberlain (2021)
  5. The Ministry of Necessity
  6. The Mage and the Master Spy
  7. Inherit the Night
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