Buongiorno lettori! Chi di voi vorrebbe rifugiarsi in montagna con questo caldo? Oggi vi parlo di “Hive” di Tim Curran, un horror ambientato tra i freddi e oscuri ghiacci dell’Antartide e le sue misteriose montagne che celano segreti rimasti sepolti per migliaia di anni, segreti terribili e inimmaginabili che non avrebbero mai dovuto essere riportati alla luce.

Hive
Autore: Tim Curran
Illustratore: Federico Bertoni
Editore: Sàga Edizioni
Collana: Tartaros
Data di pubblicazione: 20 aprile 2022
Formato: flessibile 19,90 € – ebook 4,99 € – gratis con kindle unlimited
Pagine: 700
Genere: horror
Età di lettura: adulti
Trama
Jimmy Hayes ha avuto un brutto presentimento nel momento in cui è arrivato alla Stazione Kharkov e quella sua sensazione ha trovato conferma quando sono state ritrovate delle mummie fra le montagne. Quando vengono scoperti i resti di una civiltà preumana, alla Stazione Kharkov iniziano i problemi veri…
Recensione
Credo fermamente che alcune verità debbano restare sepolte e la nostra scoperta potrebbe essere una di quelle.
Alla stazione di Kharkov gli scienziati sono eccitati e pieni di aspettative: sepolte nei gelidi e remoti ghiacci dell’Antartide, Gates e i suoi uomini hanno trovato delle mummie di esseri sconosciuti vissuti milioni e milioni di anni fa, in un’epoca precedente a quella dei dinosauri, e i resti della loro antichissima città. Per studiarli, alcuni esemplari di quegli esseri primordiali vengono portati al campo e lasciati scongelare.
L’entusiasmo per l’incredibile scoperta però scema sempre di più e viene sostituito da qualcos’altro. Più quegli esseri si scongelano con il passare del tempo, più gli abitanti del campo diventano paranoici, ossessivi e vittime di paure profonde e incubi orribili. Sono solo l’isolamento e suggestioni provocate da questa incredibile scoperta le cause della follia dilagante o c’è una minaccia reale che è rimasta sepolta migliaia di anni e che ora è stata riportata alla luce?
Non hai la sensazione che quella cosa ti stia guardando? Gesù, quegli occhi… quegli orribili occhi rossi… ti arrivano proprio dentro, ti fanno sentire delle cose, ti fanno desiderare di fare delle cose. Mi stai dicendo che non provi questa sensazione, qui?
Un destino ripetitivo e ineluttabile
“Hive” di Tim Curran è un horror di ben 700 pagine; è il seguito ideale di “Le montagne della follia” di H.P. Lovecraft, ma si regge in piedi da solo e può essere letto senza conoscere l’opera precedente. Questo è il primo libro che leggo di Tim Curran e mi è piaciuto moltissimo lo stile di scrittura di questo autore: nonostante la ripetitività degli eventi, l’autore riesce a mantenere viva la tensione dall’inizio alla fine grazie alle suggestive descrizioni, al mistero e ai capitoli brevi e incalzanti.
Il protagonista del libro è Jimmy Hayes, l’addetto impianti della stazione di Kharkov, ma alla sua storia e a quella di tutti gli altri scienziati e operai impegnati lì, si intrecciano quelle di altre spedizioni scientifiche precedenti che si sono imbattute nella misteriosa civiltà preumana degli Antichi (così vengono chiamati gli esseri trovati mummificati).
Il senso di ripetitività, ciclicità e ineluttabilità degli eventi che opprime i personaggi è lo stesso che quindi prova il lettore pagina dopo pagina. L’attesa e la tensione crescono sempre di più man mano che ci si avvicina a quello che sembra essere il terribile destino di ogni spedizione: anche quella di Hayes avrà lo stesso esito o finalmente il cerchio sarà spezzato?
Tutto ciò che poteva affermare con certezza era che quella creatura gli faceva attorcigliare le viscere come un tappeto sporco e faceva scorrere dentro di lui qualcosa che era sia bollente sia freddo. Di qualsiasi cosa si trattasse, lo disgustava interiormente a un livello sconosciuto e non riusciva proprio a venirne a capo.
Echi e fantasmi di un passato remoto
L’ambientazione è una vera e propria protagonista, a partire dalla misteriosa città eterna degli Antichi fino alla stazione di Kharkov che da un comune campo scientifico isolato, remoto e irraggiungibile anche dalla luce del sole nei freddi mesi invernali diventa un luogo di echi, di fantasmi e di voci smarrite, un luogo in cui il tempo e lo spazio diventano sempre più insignificanti e gli incubi più terribili diventano realtà.
Se l’Antartide era un cimitero, era uno di quelli in un processo di eterna resurrezione, che rivomitava quei disgustosi brandelli del suo passato che non riusciva più a trattenere nel suo ventre.
Nell’Antartide ostile, gelido e desolato, il vento stesso pare una creatura vivente che sussurra gli antichi segreti, trasmette le urla dei morti e trasporta in mondi lontani e ultraterreni. Il tempo lì si ferma e diventa terribilmente lento tra i ghiacci e le frastagliate montagne. Esso non ha importanza per degli esseri immortali e nell’ottica universale.
Una storia di uomini e mostri costruita su domande fondamentali
La trama di “Hive” nasce da domande fondamentali come “Da dove veniamo?”, “Chi siamo?”, “Siamo destinati a qualcosa?” e “Perché esistiamo?”, ma, pur concentrandosi su queste, resta una storia molto legata ai personaggi grazie all’accento posto sulle loro emozioni e sui loro diversi modi di reagire alla situazione terribile che dovranno affrontare a seconda del loro carattere.
Per quanto i personaggi siano molti e si seguano le vicende di tutti loro, Jimmy Hayes è quello di cui è più facile condividere scelte e pensieri: impulsivo, intuitivo, istintivo e schietto, è un uomo qualunque ben diverso dagli altri scienziati impegnati in quella missione; si scopre invischiato in una situazione più grande di lui, ma trova il coraggio di fare ciò che ritiene giusto contravvenendo anche agli ordini dei superiori.
Nel romanzo è presente una visione negativa della sfrenata sete di conoscenza degli scienziati e della loro convinzione di poter fare qualsiasi cosa in nome della scienza. Sapere ogni cosa sarebbe davvero un bene o l’incubo più grande di tutti? In “Hive” la scienza, gelida quanto l’Antartide, strappa via ogni conforto e speranza, mostrando una fredda e spietata verità, mettendo in luce l’insignificanza dell’uomo nell’immensità del tutto.
Il libro si presenta benissimo anche dal punto di vista grafico: ci sono diverse illustrazioni, le prime pagine dei capitoli sono decorate e anche il diario che si trova all’interno del libro è presentato con una veste grafica diversa.
Un horror crudo e suggestivo, carico di tensione
“Hive” di Tim Curran è un horror angosciante, crudo, agghiacciante e suggestivo, pieno di scene sanguinolente, raccapriccianti e assolutamente orribili. L’autore è bravissimo nel creare un’atmosfera cupa, misteriosa e terrificante. Capitolo dopo capitolo, il velo tra il lettore e i personaggi si assottiglia sempre di più: fin dalle prime pagine è evidente ciò che sta succedendo, pur non comprendendo del tutto, e si intuisce ciò che accadrà, ma il desiderio di scoprire di più è sempre più forte così come la curiosità dei personaggi, trattenuti dal terrore ma spinti ad andare sempre più a fondo dall’attrazione che esercita su di loro quel luogo così alieno e allo stesso tempo familiare. Ci sono segreti sepolti sotto il ghiaccio che non avrebbero mai dovuto essere liberati, ma a cui è impossibile resistere.
Adesso era solo.
Il vento era solo vento e la neve era solo neve.
Ma nella sua mente, c’erano delle ombre. Ombre antiche che lo chiamavano per nome…

Ringrazio moltissimo Sàga Edizioni per avermi inviato una copia di questo libro!







