
Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di “Hide” di Kiersten White, un horror ambientato in un parco divertimenti abbandonato. Ero molto curiosa di leggere questo romanzo non solo per la trama, ma anche perché è scritto dall’autrice di “Io sono buio (And I Darken)”, un libro che ho letto qualche anno fa e che mi era piaciuto tanto, ma di cui purtroppo non sono ancora stati pubblicati i seguiti in italiano (e a questo punto temo che non lo saranno mai).
La mia recensione fa parte del Review Party organizzato per l’uscita del libro. Ringrazio Graziella del blog “Libri e librai” per aver organizzato questo evento e la casa editrice Mondadori per la copia del romanzo in omaggio.

Hide
Unica regola: non farti trovare
Autrice: Kiersten White
Editore: Mondadori
Collana: Fantastica
Data di pubblicazione: 30 agosto 2022
Pagine: 216
Formato: rigida 20,90 € – ebook 10,99 €
Genere: Horror
Età di lettura: young adult
Trama
La sfida: trascorrere un’intera settimana a giocare a nascondino, dal sorgere del sole al tramonto, in un parco divertimenti abbandonato da decenni e fare di tutto per non essere presi (da chi non è dato saperlo). Il premio: denaro a sufficienza per rivoluzionare completamente la propria vita. Anche se gli altri concorrenti sono determinati a vincere – per ritagliarsi un futuro da sogno o sfuggire a un passato che li perseguita –, Mack è sicura di poterli battere tutti. In fondo, ciò che deve fare è nascondersi e lei, fin da bambina, non fa altro. Anzi, è proprio questa la ragione per cui è ancora viva mentre la sua intera famiglia è morta. Ma, quando capisce che l’eliminazione dei concorrenti nasconde qualcosa di sospetto, Mack comprende che il gioco è molto più sinistro di quanto potesse immaginare e che per sopravvivere sarà necessario unire le forze…
Recensione
Quattordici partecipanti. Sette giorni. Un premio di cinquantamila dollari.
Queste sono le premesse di “Hide”, un horror pieno di mistero e suspense ispirato ai reality show e al mito del Minotauro, ambientato in un labirintico parco dei divertimenti abbandonato.
Un reality show nel labirinto del Minotauro
Una misteriosa società di articoli sportivi, la Ox Extreme Sports, ha organizzato un torneo di nascondino che potrebbe diventare un reality televisivo. Non si sa nulla sul gioco, se non che il premio è di ben cinquantamila dollari e che tutto ciò che bisogna fare per vincere è sapersi nascondere meglio degli altri.
Nonostante la segretezza, trovare i partecipanti non si rileva affatto difficile: dopotutto, cosa costa partecipare a uno stupido gioco per bambini? Ci sono quelli che credono che grazie alla partecipazione al reality o alla vincita potranno finalmente ottenere la fama e il successo che hanno a lungo sognato: una fitness model, uno street artist, una youtuber, un sviluppatore di app, un istruttore di CrossFit e un’attrice vedono nel torneo l’opportunità per riuscire finalmente a sfondare. Ci sono coloro che sperano di poter cambiare la propria vita e uscire dalla miseria grazie a questa avventura e ai cinquantamila euro: uno scrittore in blocco, un ragazzo esiliato, un addetto alla stazione di servizio in cerca di amici e avventure, una reduce di guerra, un rappresentante di pannelli solari, un’eterna stagista e un’orfana senzatetto.
Portati in un vecchio parco dei divertimenti che è stato chiuso nel 1974 quando è scomparsa una bambina di cinque anni, i quattordici partecipanti dovranno nascondersi di giorno e dormire in un campo base allestito all’interno del parco. L’unico pericolo apparente è che crolli loro addosso uno degli edifici fatiscenti che un tempo erano le attrazioni, ma è davvero così? L’essere che li cerca sembra sempre meno umano e la situazione diventa sempre più inquietante.
Ha scelto ciò che le risultava familiare perché la familiarità era rassicurante, e così è finita in una situazione per nulla rassicurante.
Un solo gioco e tanti protagonisti
Il libro comincia seguendo la storia di Mack, una senzatetto rimasta traumatizzata dall’evento che l’ha resa orfana da bambina. Da anni è abituata a nascondersi e a lottare per la propria sopravvivenza, perciò fin da subito sembra avere buone probabilità di vittoria. Per questo credevo che il romanzo fosse incentrato su di lei e sono rimasta stupita quando, una volta che hanno fatto la comparsa gli altri partecipanti del torneo, lei è diventata solo uno dei tanti personaggi.
Se da una parte ho apprezzato il fatto che nello stesso capitolo ci siano i punti di vista di più personaggi così da far conoscere i pensieri, le azioni e le storie di tutti e quattordici i protagonisti, allo stesso tempo ho trovato questa scelta dell’autrice troppo alienante e confusionaria. Non sono riuscita ad affezionarmi a nessuno di loro e, per quanto sembri brutto dirlo, poco mi è importato di cosa accadesse a loro. Ho trovato le loro vite narrate con troppa freddezza e distacco, gli unici accenni di calore sono stati l’affetto di LeGrand per la sorella e l’accenno di storia d’amore tra due partecipanti che, però, ho trovato superficiale e del tutto superfluo.
Un parco inquietante e labirintico
I secondi scorrono. Li percepisce a ogni battito del suo cuore. Ma non corre. Delle silhouette incombono nel buio. Quello che pensava fosse un albero enorme si rivela una statua coperta di edera. Le chiome degli alberi un tempo tagliate ad arte si sono trasformate in figure da incubo, hanno preso qualcosa di familiare e l’hanno distorto fino a renderlo mostruoso.
Ciò che ho preferito di “Hide” è l’ambientazione. Più si procede con la lettura, più ci si rende conto che è il parco (e la storia che lo riguarda) il vero protagonista. I quattordici partecipanti alla fine si rivelano essere solo delle pedine utili per affrontare vari temi e scoprire man mano il segreto che si cela dietro questo luogo e la città di Asterion.
È il parco diroccato e abbandonato con i suoi segreti e le attrazioni fatiscenti e inquietanti a creare quel senso di angoscia, mistero e suspense che pervade il libro. Mi sono piaciute molto le descrizioni che svelano a poco a poco la sua natura sempre più horror e il suo essere labirintico e imprevedibile.
Un horror soft
“Hide” di Kiersten White è un horror abbastanza soft che fa riflettere su diversi temi (ricerca del successo, social, disuguaglianze sociali, emarginazione, solitudine) e in particolare sulle difficoltà che devono affrontare le nuove generazioni a causa delle azioni dei loro genitori e delle precedenti generazioni.
Tutti fingono che le cose vadano bene anche quando la realtà grida il contrario perché hanno troppa paura di guardare in faccia l’orrore, ciò che non va, hanno paura di affrontare la verità in tutta la sua gloria sconvolgente. Come bambini che giocano a nascondino. Se non vedono il mostro, il mostro non può scoprirli. E invece li trova. Li trova sempre. E, mentre chi si nasconde tiene gli occhi chiusi , il mostro divora tutti gli altri.
Nel complesso “Hide” mi è piaciuto, soprattutto per l’ambientazione, ma non mi ha convinta per la gestione dei personaggi. Avrei preferito seguire meno punti di vista, ma affezionarmi almeno a qualcuno di loro così da sentirmi maggiormente coinvolta dalle loro vicende. La parte conclusiva, quando i partecipanti iniziano a intuire qualcosa di più sul luogo in cui si trovano e sulla minaccia che incombe su di loro, è la parte che ho preferito: è quella che ho trovato più carica di tensione e adrenalinica. Il finale è aperto, ma non necessita di un seguito.

L’autrice: Kiersten White
Kiersten White è una scrittrice americana, autrice di molti libri di successo e vincitrice del Bram Stoker Award, premio dedicato alla letteratura dell’orrore. Vive a San Diego con la famiglia e la tartaruga di cui si prende ossessivamente cura.
Instagram: @authorkierstenwhite







