Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di “Dress code rosso sangue” di Marina di Guardo, un thriller ambientato nel mondo della moda milanese.
La mia recensione fa parte del Review Party organizzato da Ylenia del Blog “Reine des livres” in collaborazione con la casa editrice Mondadori che ringrazio per la copia omaggio.

Dress code rosso sangue
Autrice: Marina Di Guardo
Editore: Mondadori
Data di uscita: 19 ottobre 2021
Pagine: 324
Formato: rigida 18,50 € – ebook 9,99 €
Collana: Omnibus
Genere: Thriller
Età di lettura: adulti
Trama
Cecilia Carboni ha venticinque anni e per buona parte della vita si è ritrovata a seguire, suo malgrado, i diktat imposti dal padre Alberto, uno dei più quotati avvocati milanesi. Proprio per volere suo, si è laureata in Giurisprudenza e ha iniziato il praticantato nello studio legale di famiglia. Il suo futuro sembra già delineato, quando un giorno le viene rivolta una proposta allettante: lavorare nel prestigioso showroom di Franco Sartori, uno degli stilisti più celebri al mondo.
Lei, da sempre appassionata di moda, per una volta non ha esitazioni, e sceglie di darsi finalmente la possibilità di decidere da sola della propria vita, senza tener conto del parere degli altri, compreso quello del fidanzato Andrea, avvocato a sua volta e collaboratore di Alberto. La scelta si rivela azzeccata: Cecilia è brava, chiude contratti importanti, tanto che brucia le tappe, fino ad assumere un ruolo di rilievo alla Maison Sartori, nonostante Georgette Lazare, direttrice dello showroom, le remi contro. Ma il destino ha in serbo per lei amare sorprese.
Franco Sartori viene trovato assassinato in un cascinale in rovina. È chiuso in una custodia di seta dei suoi abiti da sera, ha una croce rovesciata incisa sul petto e, circostanza ancora più sconvolgente, il suo corpo è collocato dietro una sorta di altare allestito con gli inconfondibili elementi di una messa nera. Per Cecilia è l’inizio di una caduta verticale agli inferi. Sono le convulse settimane delle vendite primaverili, e lo showroom si popola non solo di clienti, ma anche di poliziotti, misteri, segreti insospettabili e purtroppo anche di nuove vittime, ancora in contesti inquietanti. Chi c’è dietro gli omicidi? E se fosse proprio Cecilia la prossima nella lista? L’abisso è pronto a inghiottirla, svelando verità che mai avrebbe immaginato.
Con il suo nuovo thriller, Marina Di Guardo questa volta ci porta tra le mille luci (e ombre) del jet set milanese, dentro ai locali più esclusivi e ambigui della città della moda e giù in fondo al cuore, a volte nerissimo, dei suoi protagonisti.
Recensione
“Dress code rosso sangue” di Marina Di Guardo è un libro che mi ha incuriosita subito tantissimo per il titolo e la trama, ma che, pur avendo i suoi pregi, ha purtroppo deluso un po’ le mie aspettative.
Omicidi e segreti
La protagonista di questa storia è Cecilia, una donna di venticinque anni che ha scelto di inseguire i suoi sogni e lavorare nel campo della moda andando contro il volere dei propri genitori che avrebbero voluto che lavorasse come avvocato nello studio di famiglia. Determinata, intelligente e piena di talento, è riuscita presto a farsi strada nella Maison Sartori.
Cecilia si lasciò trasportare dall’incanto, dalla malia, dimenticando le tensioni della giornata. Si era innamorata di quel mondo quando era ancora bambina. A nove anni aveva accompagnato sua madre a una sfilata di Armani e non aveva più dimenticato le emozioni che si erano avvicendate dentro di lei.
Il mondo della moda però non è tutto luci e stoffe dai colori brillanti, ma è anche pieno di ombre. Quando infatti in un cascinale in rovina verrà ritrovato il corpo di Franco Sartori, lo stilista della Maison per cui lavora, verranno a galla diversi segreti che coloro che lavorano nello showroom hanno cercato insabbiare.
Cecilia così si ritroverà a non dover più solo fronteggiare le difficoltà quotidiane nella vita privata e nel lavoro tra i contratti con i clienti, le sfilate e l’ostilità della direttrice Georgette Lazare, ma anche a sopportare il clima sempre più carico di tensione, paura e dolore dovuto agli omicidi che si susseguiranno uno dopo l’altro. Chi è l’assassino? Qual è il filo che unisce tutti gli omicidi? Cecilia sceglierà quindi di svolgere un’indagine parallela a quella della polizia per scoprire la verità.
Cecilia e gli altri personaggi
Il personaggio di Cecilia l’ho trovato ben delineato. Spesso si sente sola, poiché a causa della sua decisione di lavorare per la Maison Sartori invece che per lo studio di famiglia, nell’indifferenza della madre, è stata allontanata dal padre che ha sempre cercato di imporle il suo volere in ogni aspetto della sua vita.
La famiglia in cui cresciamo e diventiamo adulti può darci le ali per volare altissimo o, al contrario, farci precipitare nel più oscuro dei baratri.
Il suo fidanzato, Andrea, è inoltre apparentemente perfetto, ma freddo, perfezionista, attento ai dettagli e pragmatico: è molto simile al padre di lei, cerca di controllarla, e proprio per questo spesso la fa soffrire, sentire sbagliata, prigioniera e in colpa per le sue decisioni. L’unico che sembra comprenderla davvero e su cui può sempre contare è Fabio, il suo migliore amico, l’unico che l’ha sempre accolta per quella che è, con le sue contraddizioni, fragilità e debolezze. Loro due sono molto simili, poiché entrambe le loro famiglie non li hanno mai compresi e sostenuti nelle loro scelte e perciò tra loro c’è complicità e comprensione totale, al contrario di quanto accade invece con il fidanzato che la fa sempre sentire in difetto.
Provava una rabbia insidiosa nei suoi confronti, la sensazione netta che, con la scusa di proteggerla e consigliarla per il meglio, volesse pilotare la sua vita, una sorta di trait d’union con i suoi genitori, quasi non riuscisse mai ad affrancarsi davvero dal passato, dalla Cecilia che non voleva più essere.
Non vi dirò altro per non fare spoiler e non rovinarvi la lettura, ma anche perché secondo me loro tre sono i personaggi meglio caratterizzati: gli altri li ho trovati abbastanza piatti e solo funzionali alla trama.
Mi sarebbe piaciuto che fossero maggiormente approfonditi anche questi ultimi e la parte romance che non viene sviluppata.
Scorrevole e ricco di spunti interessanti
L’ambientazione scelta dall’autrice mi è piaciuta. L’ho già ritrovata in diversi romanzi e la trovo sempre affascinante e ricca di spunti interessanti. Purtroppo non mi è sembrata molto approfondita, ma perfetta per la storia raccontata.
Lo stile dell’autrice è scorrevole e cinematografico: è facile immaginare ogni scena narrata ed è un libro che può essere letto tutto d’un fiato. Mi è mancata un po’ la suspense: nei punti di stallo dell’indagine e nelle attese tra una mossa e l’altra dell’assassino, ho provato più noia che tensione.
Abbastanza prevedibile
La trama non è particolarmente intricata o ricca di colpi di scena. L’autrice ha disseminato molti indizi e proprio per questo non è difficile intuire chi è l’assassino. Nel mio caso infatti più che la curiosità di scoprire chi ci fosse dietro gli omicidi, è stata la curiosità di scoprire perché l’avesse fatto che mi ha spinto a leggere fino in fondo. Purtroppo ho trovato la motivazione abbastanza scontata e il finale è stato più una conferma dei miei sospetti iniziali che un colpo di scena.
Fermandosi al capitolo ventinove potrebbe sembrare un autoconclusivo, ma l’epilogo lascia presagire che ci sarà un seguito che credo che potrebbe piacermi più di questo primo libro dato che, ora che l’assassino è venuto a galla, la trama potrebbe essere più originale e per nulla scontata.








