Buongiorno lettori! Vi è mai capitato di affrontare un colloquio di lavoro che non è andato proprio benissimo?
Forse sono io quella sbagliata, ovvero “Io non sono così, è solo come mi dipingono (nel mio curriculum)”
“Ammazzalavoro” di Marco Turco è un noir leggero che affronta in modo molto originale il problema della disoccupazione e la difficoltà nell’affrontare i colloqui di lavoro.

Ammazzalavoro
Autrice: Marco Turco
Editore: Amazon (self-publishing)
Data di uscita: 30 maggio 2020
Pagine: 153
Formato: flessibile 9,99 € – ebook 4,99 € – gratis con kindle unlimited
Genere: Noir
Età di lettura: adulti
La mia esperienza di lettura: letto in cartaceo (ricevuto gratuitamente) – collaborazione con l’autore
Trama dell’autore
Virginia non ha niente, non ha nemmeno un futuro: senza lavoro prova in tutti i modi a diventare un ingranaggio funzionante nel meccanismo della società. Forse può semplicemente mettersi a eliminare persone, anche fare il serial killer è un signor lavoro, forse non il più gratificante, forse non implica necessariamente un rapporto a lungo termine, ma almeno è un lavoro e qualcuno dovrà pur farlo. O no?
Recensione
Virginia è una giovane donna che nella vita ha affrontato tantissimi colloqui di lavoro: è intelligente ed è andata all’università, per lei dovrebbe essere facile trovare un buon impiego, ma non è così. Lei è rimasta profondamente delusa da quel mondo dove ci sono tantissime persone che hanno fatto strada solo grazie al nome della loro famiglia, ai soldi, alle conoscenze e alla fortuna. Ed è proprio questo che non riesce a sopportare: che tante persone occupino un posto che secondo lei non meritano, mentre lei non ha ancora trovato un posto nella società. Per questo si inventa un nuovo lavoro: la serial-killer di quei recruiter che pieni di sé, svogliati, insensibili e senza scrupoli approfittano della loro posizione occupata immeritatamente. Ma è davvero questo il suo lavoro? Dopotutto…
“è realmente facile per chiunque giudicare solo dalle apparenze, anche quando le apparenze non le abbiamo neanche mai viste, ma ci vengono solo raccontate“
Ho trovato il libro molto originale sia per il modo in cui viene narrata la storia sia per la trama in sé che soprattutto nel finale mi ha sorpresa, nonostante qualcosa si possa intuire grazie agli indizi disseminati nelle pagine precedenti. Il libro è però molto breve e si avvicina più a un racconto lungo che a un romanzo: un maggior approfondimento non mi sarebbe dispiaciuto.
La storia è narrata in prima persona, alternando capitoli dal punto di vista dei candidati (di cui la protagonista fa parte) e dei recruiter, potendo così conoscere il punto di vista di entrambe le parti. Virginia è una protagonista che mi è piaciuta molto e che più di una volta mi ha strappato un sorriso con il suo cinismo e con la sua ironia, con il suo modo “alternativo” di affrontare le difficoltà e trovare il suo posto nella società che l’ha più volte respinta.
Lo stile è coinvolgente, semplice, lineare, ma mai banale. L’autore è stato bravissimo a disseminare indizi senza svelare il finale e mi sono piaciuti tantissimo i riferimenti non solo letterari, ma anche al pensiero di alcuni intellettuali e al mondo della musica e del cinema. Non ho invece apprezzato l’uso delle tantissime parentesi all’interno del testo: pur essendo una scelta stilistica con un suo significato, le parentesi allungano a dismisura certi periodi. Mi ha inoltre disorientata il fatto che mancano i numeri delle pagine.
Il modo in cui è descritto il mondo del lavoro rispecchia bene la realtà attuale in cui a volte non sono le persone a scegliere il proprio lavoro, ma più spesso è il lavoro a scegliere le persone che quindi devono accontentarsi di un impiego che disprezzano. Credo che in molti si ritroveranno in certe situazioni descritte, nell’insoddisfazione espressa dai personaggi e concorderanno con certi pensieri e critiche alla società volte dalla protagonista.
“Ogni conversazione (di qualsiasi tipo, in qualsiasi ambito), in realtà, è una sorta di colloquio di lavoro in cui cerchiamo di fare bella figura per confermare al nostro interlocutore il fatto che ha ragione ad averci dato la possibilità di essere lì, […] mi sono sempre sembrati entrambi modalità così sterili per vendere un’idea di sé stessi che qualcuno dovrebbe voler comprare”
Vi è inoltre una critica alla morbosità che molte persone dimostrano nei confronti della cronaca nera. Virginia infatti diventerà famosa come serial killer e finalmente sarà qualcuno in quella società dove non è mai stata considerata nessuno: ci saranno persone che la criticheranno aspramente, mentre altre, deluse come lei, ne loderanno le gesta.
“Ammazzalavoro” di Marco Turco è un libro molto breve che si legge in pochissimo tempo grazie allo stile molto scorrevole e alla trama mai scontata. Lo consiglio a tutti coloro che stanno cercando una lettura leggera e non impegnativa, ma che comunque faccia riflettere sulla società di oggi e in particolare sul mondo del lavoro.








